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Reina: “Lancio degli oggetti? In Italia c’è un problema sociale”

Parola a Pepe Reina. L’estremo difensore della Lazio presenta la gara contro la Salernitana, in programma domani alle 18:00, allo stadio Olimpico.

 

Lo spagnolo ha anlizzato il momento che sta attraversando la squadra, il proprio periodo di forma, le proprie ambizioni e si è soffermato sulla gara che attende i suoi.

“Il ritiro ci è servito”

 

L’ex Napoli ha parlato in conferenza delle difficoltà della Lazio attuale, ancora alla ricerca di una piena identità di squadra: “Siamo in un periodo di cambiamento, di accettazione delle idee del mister, dobbiamo cercare di accorciare i tempi per raggiungere gli automatismi che vuole. Nelle ultime 3-4 settimane abbiamo fatto passi in avanti importanti, la squadra sta diventando solida“. In questo senso decisiva è stata la disfatta esterna contro il Verona, che ha scaturito la decisione del ritiro: “Qualcosa è cambiato dopo Verona, quasi sempre i confronti diretti nello spogliatoio e le riunioni tra di noi fanno bene. La squadra ha capito l’importanza di ogni gara, dell’avere sempre gli stessi atteggiamenti e grinta. Spero di vedere questo ancora, serve sempre la stessa determinazione“.

“A quasi 40 anni i record vengono da soli”

 

La carta d’identità dice 40, ma la voglia Reina di mettersi in gioco è quella di sempre:  “Quando hai circa 40 anni i record arrivano quasi da soli, l’importante è essere a disposizione e di aiuto per il gruppo. Penso che il mio segreto stia nella dedizione. del calcio ho fatto la mia ragione di vita per tutta la carriera. Tutti noi calciatori dobbiamo rendere il calcio la nostra ragione, lavorando e riposando bene. Voglio finire quest’anno con una qualificazione europea, il mio obiettivo alla Lazio è dare il massimo per questa squadra” Fatta questa doverosa premessa, l’esperto portiere torna sull’episodio che lo ha visto spiacevole e incolpevole protagonista sabato scorso, quando, al Gewiss Stadium, una monetina, partita dalla curva dell’Atalanta, lo ho colpito alla testa: “Penso che sia un problema più sociale, educazionale che del calcio. In Inghilterra non succede mai, succede qua e sempre negli stessi campi, bisogna farsi una domanda“.

“Vincere per arrivare più tranquilli alla sosta”

 

Infine, si è parlato del match di domani contro la Salernitana. Vincere è importante per due motivi: anzitutto, perchè, in casa biancoceleste, ogni partita è diventata importante quasi come una finale; inoltre, conquistare tre punti significherebbe andare tranquilli alla sosta: “Per noi, ogni partita deve essere una finale, quasi come fosse la partita della vita. Penso che così si ragioni meglio, con la Salernitana è vitale, andare alla sosta con più tranquillità e scioltezza“.  

Redazione

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