Chissà se quando da “pischello” giocava sotto il palazzone dove abitava, a Erice, Adriano Montalto avrebbe mai immaginato di diventare l’eroe di una terra che non fosse la sua Sicilia. La Reggina non vinceva il derby in casa del Cosenza da più di vent’anni: era il 2001 e la partita terminò con lo stesso risultato, 0-1 e il gol di un certo Bogdani.
Oggi l’eroe della Calabria è il “Tagliagole” Montalto, decisivo al Marulla con una rete che ha mandato in delirio tifosi. A distanza di dieci di giorni l’adrenalina è ancora tanta e nell’abbraccio a fine partita con il direttore sportivo Massimo Taibi c’è tutta l’importanza di quella partita: “L’anno scorso abbiamo cominciato male, quest’anno siamo nelle zone alte della classifica e la gente ci crede: il direttore prima della partita – ha raccontato ai microfoni di gianlucadimarzio.com – mi ha fatto capire l’importanza della sfida e a fine partite la soddisfazione è sfociata in un lungo abbraccio”.
Una battaglia da cui è uscito zoppicando pochi minuti dopo il vantaggio, come un gladiatore ferito dopo aver combattuto contro i leoni: “Solo un lieve affaticamento, ho fatto i controlli ma non è niente di grave. Le ferite si rimargineranno”.
Chi, invece, non l’ha ancora dimenticato è la Ternana, o il Perugia, dipende dai punti di vista. Con le Fere è stato protagonista di un’altra partita sentitissima, il derby umbro. Era il 2018 e con una doppietta completò la rimonta al Renato Curi: “Quando sono tornato a Perugia quest’anno l’accoglienza è stata caliente”. E non solo per quel brutto ricordo che gli aveva lasciato in campo. Trasferitosi al Venezia due stagioni dopo, segna ancora contro il Perugia e con un gesto ricorda ai tifosi avversari quel famoso 3-2. Un gesto che fu molto criticato: “Mi hanno massacrato ma il calcio è bello anche per questi sfottò. L’esultanza di Calhanoglu nel derby di Milano? Ecco, è la stessa cosa”.
La storia si ripete e oggi nella Reggina gioca con campioni come Jeremy Menez e German Denis, un po’ come quando da ragazzino, nelle giovanili del Messina, vedeva allenarsi attaccanti del calibro di Floccari e Zampagna: “A quell’età li vedevo come personaggi famosi e adesso ne ho altri due in spogliatoio: sono dei veri campioni e vanno ammirati. In allenamento vanno a mille e fanno ancora cose pazzesche per la loro età”.
Età che per Adriano sembra essersi fermata: “Sono ancora quel bambino vivace che giocava a calcio sotto i palazzi di Erice. Oggi metto la musica in spogliatoio, argentino o napoletano, dipende da come ci svegliamo la mattina. Non sempre tutti sono d’accordo e quando siamo tornati da Cosenza alle 3 di notte non ho potuto metterla, purtroppo”. Insomma, “solo contro tutti” ma non solo quando c’è da mettere un po’ di sound: “Mi piace viaggiare da solo. Sono andato in Madagascar e l’ultima volta a Londra. Il mio sogno è quello di andare al Carnevale di Rio”. La prossima edizione si terrà dal 25 febbraio al 5 marzo 2022, giorni in cui la Reggina affronterà Pisa, Vicenza e Parma. Sicuramente non potrà festeggiare tra strade della città brasiliana, ma farà di tutto perché a fine stagione Reggio Calabria possa gioire. Intanto, grazie al suo gol il primo posto della Serie B dista solo 2 lunghezze.
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