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Real Madrid, Zidane: “Qui i trofei non sono mai abbastanza. Salah o CR7? Cristiano è il migliore, lo dimostra da anni”

Conto alla rovescia che dice meno quattro alla partita più importante della stagione. Sabato 26 maggio, alle ore 20:45, Liverpool e Real Madrid saranno in campo a Kiev per giocare la finale di Champions League 2018. Terza finale consecutiva per i blancos, che sono usciti vittoriosi dalle ultime due. “Abbiamo la possibilità di giocare la terza finale consecutiva, ma questo non vuol dire che il Liverpool avrà più fame di noi, come qualcuno ha detto – ha spiegato Zidane in conferenza stampa -. I miei ragazzi vogliono sempre migliorare, scendono in campo con il solo obiettivo di vincere. Siamo il Real Madrid, non ci possiamo mai accontentare, puntiamo sempre al top. Perdere non sarebbe un fallimento. Discorso diverso sarebbe nel caso in cui fossimo rimasti fuori dalla Coppa, ma fino a quando resteremo in corsa per portare a casa il trofeo allora non si potrà parlare di fallimento. Noi uguali ai Reds? Non credo, giochiamo in modo diverso. Proveremo ad approfittare dei punti deboli dell’avversario. Noi più esperti? Sì, ma in certe partite non conta l’esperienza. Se dovessi scegliere tra CR7 e Salah, dico Cristiano, perché lui dimostra di essere il migliore da anni, non è alla sua prima grande stagione”. Quanto allo scarso impiego in stagione del tridente composto da Bale, Benzema e Cristiano, Zidane è stato chiaro: “Ho 25 giocatori e devo offrire loro le stesse opportunità, altrimenti ciò che garantisco loro ogni giorno non corrisponderebbe alla realtà. Perché una squadra vinca non basta il talento, ma il gruppo deve funzionare bene. Fortunatamente, il nostro gruppo funziona: lavoriamo ogni giorno perché sia così, a Kiev ci saranno dei campioni seduti in panchina e mi dispiace. A volte vorrei farli giocare tutti quanti, davvero. Ma chi sta in panchina sa che, anche a partita in corso, può fare la differenza. E poi, non dico mai con largo anticipo ai miei chi giocherà: non ho intenzione di distruggerli psicologicamente e quindi comunico l’11 titolare solo all’ultimo momento”.

Redazione

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