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Real Madrid, Cristiano Ronaldo: “A 11 anni sapevo di essere meglio degli altri, ma scappavo di notte dalla residenza per allenarmi”

Un campione con la C maiuscola, capace di battere record su record e diventare uno dei calciatori migliori di sempre. Parliamo di Cristiano Ronaldo che ha scritto una lettera per “The Players’s Tribune”, il sito statunitense dove gli sportivi si rivolgono ai propri tifosi. Dai suoi inizi alla finale di Cardiff, tanti gli spunti regalati dall’asso portoghese: “Avevo appena 11 anni quando ho dovuto lasciare l’isola per trasferirmi alle giovanili dello Sporting Lisbona e quella è stata la tappa più complicata della mia vita. Mi sembra una pazzia se ci ripenso. Un Cr7 che già da piccolino stupiva tutti, anche se il fisico era un pò magrolino: Non avevo muscoli. Così a 11 anni ho preso una decisione. Sapevo che avevo più talento degli altri, ma ho deciso che avrei comunque lavorato più duramente di loro. Di notte scappavo dalla residenza per allenarmi. E da allora, quando uscivo dal campo, quelli che dicevano che ero troppo piccolo mi guardavano increduli, come se cascasse loro il mondo addosso“.Dopo lo Sporting è arrivato lo United: “Ricordo ancora quando abbiamo vinto la Champions con il Manchester,. Sono strato travolto dalle emozioni, proprio come quando ho vinto il primo Pallone D’Oro. Ogni volta che vincevo qualcosa, i miei sogni diventavano sempre più grande. Immagino che è così che funzionano i sogni, no? Sempre avevo ammirato il Real Madrid e volevo una nuova sfida. Volevo vincere trofei con il Madrid, riuscire a battere tutti i record e diventare una leggenda di questa squadra”. E sul suo miglior ricordo, CR7 non ha dubbi: “Avevamo fatto la storia vincendo a Cardiff contro la Juventus. Dopo il triplice fischio finale, avevo capito di aver mandato un messaggio al mondo. Anche mio figlio è entrato in campo a festeggiare con me ed è stata una grande emozione. Lui stava correndo da un lato all’altro con il figlio di Marcelo. Abbiamo afferrato il trofeo e abbiamo passeggiato mano nella mano”. Sulle ultime ambizioni: “Dopo 400 partite con il Madrid, vincere continua ad essere la mia massima ambizione. È tutto per me. Credo di essere nato così. Però la sensazione quando vinco è cambiata. Questo è un nuovo capitolo della mia vita. Ho un messaggio molto speciale che ho inciso sulle mie nuove scarpe . È proprio sul tallone ed è l’ultima cosa che vedo prima di allacciarmi le scarpe e camminare nel tunnel. È come un ultimo promemoria, una sorta di ultima motivazione Dice, ‘Il sogno di un ragazzo‘”.

Redazione

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