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Karim è sempre “The Dream”: per Benzema sono 301 gol con il Real Madrid

Karim Benzema è spesso soprannominato “The Dream“, in assonanza col suo cognome e col suo straordinario talento. Che oggi è certificato da una statistica: sono 301 gol, con la dopppietta segnata stasera al Bernabeu contro il Valencia

 

 

Il trecentesimo è arrivato su rigore nella partita ufficiale numero 584 di Benzema in maglia merengue. Il francese diventa così il quarto giocatore nella storia del club a raggiungere questa quota, dopo Cristiano Ronaldo (450 gol), Raùl Gonzalez Blanco (323) e “Don” Alfredo Di Stefano (308). Poi Karim ha ulteriormente incrementato il bottino personale, arrivando a quota 301 col gol, splendido, del 4-1, una girata da attaccante vero. 

 

 

Il rendimento con Cristiano…

Benzema arrivò a Madrid nel 2009, l’estate dei galacticos. Fu acquistato dal Lione, e fortemente voluto da Florentino Perez. Inizialmente dovette confrontarsi con Gonzalo Higuaìn: i due si contendevano un posto da titolare al centro dell’attacco sotto la guida di José Mourinho. La “bromance” tra lui e Cristiano Ronaldo avrebbe cominciato ben presto a fruttare gol, assist e trofei: sono 4 le Champions League vinte da Benzema col Real (2014, 2016, 2017, 2018). 

 

 

…e quello post-Cristiano

Eppure, Benzema ha migliorato il proprio score dopo l’addio del portoghese alla Casa Blanca: sono 108 le reti segnate dal centravanti francese dalla stagione 2018-2019, anno in cui CR7 “migrò” in direzione Juventus. Più di un terzo di quelle complessive: segno di un ruolo più centrale in un attacco che oggi conta anche su un ritrovato Marco Asensio e su un Vinicius in stato di grazia. Due “paggi” di lusso per il cavaliere del gol, Karim “The Dream” Benzema, da oggi anche mister 300

Andrea Monforte

Classe 2000, monzese (d’adozione), studio Lettere a Milano. Un’indomita ed ereditaria passione per lo sport (calcio, ovviamente, ma anche ciclismo), declinata in “narrazione” tecnica e sentimentale: la critica della complessità come antidoto alla semplificazione. La vaghezza del ricordo personale ha reso l’azzurro del cielo di Berlino 2006 un’indelebile traccia mitologica. Sono nato lo stesso giorno di Ryan Giggs e di Manuel Lazzari, ma resto umile.

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