Il doppio azzurro gli sta bene addosso: da un lato quello del Napoli, dall’altro quello della Nazionale. Da un 10 all’altro: prima fu Lorenzo Insigne, campione d’Europa un anno fa con addosso una maglia pesante, poi Giacomo Raspadori che approfitta dell’assenza di Pellegrini per indossarla per la prima volta. Non un numero qualsiasi, quel 10, Jack – come ormai lo chiamano tutti anche a Napoli – lo sa e allora per l’occasione si toglie lo sfizio di un gol da 10: stop magnifico, giocata nello stretto, palla precisa in porta e San Siro ai suoi piedi. La Scala del calcio Raspadori la sta scalando tutta, anche non idealmente: dal Sassuolo al Napoli per prendersi la scena, per crescere, per accontentare anche il Ct Mancini: “È forte, ma se avesse anche già 50 presenze in Champions alle spalle…” lascia intendere il Commissario Tecnico azzurro.
Da mesi, Mancini spinge sull’acceleratore i suoi ‘giovani’: all’estero i talenti come quello di Raspadori giocano da anni nelle big con continuità, si misurano in Champions, vincono i campionati. In Italia restano nel limbo: forti sì, ma fino a quando? E anche da qui, per il ct, passa l’esclusione al Mondiale.
Un’esclusione da cancellare in fretta, passando proprio dai piedi di calciatori come Raspadori, Frattesi, Cancellieri. In rampa di lancio e con un percorso chiaro da fare. Quello di Raspadori da qualche settimana è cominciato a Napoli, dove ha saputo già prendersi la scena: i tifosi lo amano e se lo coccolano come il baby talento di casa, Spalletti sta ancora cercando di capire dove sfruttare al meglio le sue qualità nell’impianto del Napoli: attaccante certale, sottopunta, esterno offensivo. Lo capirà, certamente, in fretta.
Così come in fretta Raspadori saprà prendersi Napoli. Che nel frattempo sta vivendo da protagonista anche fuori dal campo: vista sul mare, occhi innamorati, accanto a lui la sempre presente Elisa: è lei che già vive la città da napoletana, condivide ogni momento sui social e poi si gode Jack dal campo in prima fila. I due gol segnati tra campionato e Champions sono stati il suo biglietto da visita per questa stagione: uno di rapina, dal centro dell’area e all’ultimo secondo, l’altro di classe, dopo una manovra armoniosa conclusa con la gioia. Fioretto e sciabola, come da sempre in carriera, Raspadori sa che da Napoli passa anche il suo futuro in nazionale: a 22 anni c’è ancora tempo per il primo Mondiale, ma stavolta non si potrà più sbagliare.
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