Dalla rabbia alla delusione più profonda. Un solo urlo, forte, chiaro. “Andate a lavorare”. La storica curva giallorossa “Massimo Capraro” di Catanzaro non accetta né scuse né giustificazioni e respinge i giocatori di casa, a fine partita. Parte la contestazione. Ce n’è per tutti, anche per il presidente Cosentino e il ds Preiti, per tutti coloro che in dirigenza hanno scelto di esonerare Erra circa due settimane fa. Lasciando una voragine tattica ma sopratutto d’identità a pochi giorni dall’esordio. Che si è rivelato essere un vero incubo: lo 0-3 in un derby contro il Cosenza non lo si vedeva da 66 anni.
La storia si riscrive, tutta a senso unico. E l’umiliazione dei tifosi del Catanzaro si mescola alla vergogna di chi ha smesso di credere in quei colori già da un bel po’. Il Cosenza gioisce e fa festa con tanto di “trenino” lungo tutto il settore ospiti: tre calci piazzati studiati e ripetuti mille volte in settimana e tre gol. Il “Ceravolo” subisce inerme con un Catanzaro che reagisce d’impulso, solo d’impulso e nulla più. Folate d’orgoglio che non bastano: resta la storia riscritta dal Cosenza, con un tre a zero che difficilmente potrà essere dimenticato.
di Marco Notaro
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