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Quando la classe non ha età: da Totti a Ibrahimovic, ecco chi fa ancora la differenza

Alt! Patente e libretto. Prego, tenga pure. Quante volte la stessa scena. Posto di blocco, adrenalina che sale e subito occhi alla cintura per vedere se è allacciata. In questa occasione, però, la paletta e il cappello li indossiamo noi. Niente patente e libretto, ci basta la carta d’identità, documento utile per capire se Francesco Totti, Ibra & Co. ci sono o ci fanno. Gli anni passano ma la classe non svanisce, un po’ come il vino che più invecchia e più migliora. Un sorso, una magia.

Le parole non servono, bastano gli occhi per ammirare i lampi di classe del numero 10 giallorosso. Assist a Dzeko e rigore perfetto per ribaltare la Sampdoria. Avvertenze? Bagliore accecante, meglio indossare gli occhiali da sole! Due settimane ai 40, alzi la mano chi ci crede. Patente o carta d’identità faccia lei: massì, ma chi se ne importa, 249 in serie A bastano e avanzano come prova. Dal gol al gol, dalla T alla… Z. Nessuna linea di abbigliamento, solo e semplicemente Zlatan Ibrahimovic. Vino? No, qui si parla di champagne. Bollicine che inebriano, qualunque sia la provenienza. Olanda, Italia, Spagna, Francia o Inghilterra poco importa: quasi 35 anni e la solita voglia di spaccare il mondo. La stessa dei tempi del ghetto di Rosengard, quando i campi in cemento e le porte senza reti erano tutto quello che aveva.

Forse è proprio questo il segreto: grinta, determinazione e classe. Agitare bene, et voilà! Il campione senza tempo è servito. Non siete ancora soddisfatti? Allora subito giù un pizzico di scelta di tempo, ed ecco che John Terry è servito. Quasi 36 anni suonati e 360 minuti su 360 in questo avvio di Premier. Una Champions, 4 titoli inglesi, un’Europa League e 5 Coppe d’Inghilterra dopo è ancora lì. What else?

Il giro in cantina continua. Ultimi due vini d’annata, un 1978 e un 1981. Stagioni dense di soddisfazioni. Il Buffon bianconero e il Casillas biancoblu (che fu anche Blanco). Colori accesi dal retrogusto un po’ amaro, periodi scintillanti ma anche stagioni da dimenticare, tutte con un unico comune denominatore: la classe senza età. Gli anni passano ma la magia resta. La carta d’identita? Questa volta non serve, basta stropicciarsi gli occhi per fidarsi.

Ernesto Branca

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