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Quando il calcio sconfigge la disabilità: al piccolo George il premio di “Gol del mese” in Premier League

La difesa è ormai sguarnita, anche il portiere è messo fuori gioco: un ultimo controllo, prima di effettuare il tiro vincente che fa impazzire di gioia la Gwladys Street End. Un gol fantastico, segnato durante l’intervallo di Everton-Swansea, che è valso il premio di “Best Goal of the Month” in Premier League a George Shaw, bambino di 9 anni affetto da una forma di paralisi cerebrale.

Lo scorso 24 gennaio infatti, George è stato invitato allo stadio da Gerard Deulofeu, rimasto impressionato da un video che ritraeva il piccolo tifoso esibire le sue capacità con il pallone, il tutto con la maglia dell’esterno spagnolo indosso. Dopo il magico pomeriggio trascorso a Goodison Park con la rete accompagnata dal boato dello stadio, per George è arrivata l’assegnazione del trofeo, che lo ha preso completamente alla sprovvista: “Per tutto il supporto che ho ricevuto credevo di essere andato vicino alla vittoria, ma non posso credere di avercela fatta – dichiara incredulo mentre riceve il premio dalle mani dell’allenatore Roberto Martinez – grazie a tutti quelli che mi hanno votato!”.

Il trionfo di George non nasce all’improvviso, ma è il frutto del lavoro svolto dal bambino di Liverpool nel corso dell’ultimo anno, in cui si è messo in testa di voler segnare un gol nel tempio sacro della sua squadra del cuore. Con l’aiuto del padre si è allenato duramente, riuscendo a ottenere la visibilità cercata e garantendosi addirittura l’ingresso allo stadio. L’Everton si dimostra un club particolarmente attento alle dinamiche extracalcistiche che lo riguardano, guadagnandosi la stima e il rispetto di tantissimi tifosi. Tra i calciatori più colpiti, c’è proprio Deulofeu: “George è incredibile, vederlo con la mia maglia addosso è stato speciale”. Anche l’allenatore Martinez ha accompagnato la premiazione con parole di encomio per il vincitore: “Ha mostrato a tutti che non esistono scuse per arrendersi e abbandonare il proprio sogno, vedere la sua tenacia è davvero una grande lezione”.

Ora George può continuare a combattere la sua quotidiana battaglia con la malattia, sapendo di non essere solo: il suo amore per l’Everton lo sosterrà anche fuori dal campo, insieme a tutti i tifosi emozionati dalla sua meravigliosa storia.

A cura di Andrea Zezza

Redazione

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