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“Qualcuno sa dove dove riparano trofei?”. Gundogan prende in giro Zinchenko dopo l’incidente con la coppa del City, Ramos risponde: quando la caduta del trofeo diventa un trend

Un trofeo vinto è qualcosa di sacro, da venerare e custodire. Un cimelio di inestimabile valore che va trattato con delicatezza e rispetto, poiché conquistato con fatica e sudore. A volte, però, i festeggiamenti dopo una vittoria hanno finito per mettere ‘in pericolo’ la coppa in questione. Chiedere conferma a Oleksandr Zinchenko, che durante la cerimonia di premiazione del Manchester City campione d’Inghilterra – avvenuta domenica dopo il match dell’Etihad contro l’Huddersfield – ha fatto cadere a terra il trofeo a cui dava le spalle. Faccia disperata quando se n’è accorto e una bella botta per il trofeo che è stato così ammaccato.

Tutti i calciatori del City ballano e saltano, alla coppa non ci pensano nemmeno, ma la sue caduta interrompe per un momento i festeggiamenti. Tutti si girano e rimangono immobili per qualche secondo, anche il profilo twitter del City riprende la scena con le foto dei giocatori paralizzati. Un lungo momento imbarazzante che finisce, la coppa malconcia viene risollevata e la festa può continuare. Continuano però anche le prese in giro per il giovane ucraino – mentre le immagini dell’incidente fanno il giro del mondo.

Ancora su twitter a mettere il dito nella piaga ci pensa Gundogan, che con un simpatico messaggio ha chiesto un aiuto particolare: “Qualcuno conosce un posto in cui si riparano trofei? Chiedo per un amico…”. La risposta arriva da chi non ti aspetti, uno che di coppe distrutte ne sa qualcosa. Sergio Ramos scrive: “Conosco molti posti, ma non li contatto dal 2011… Evidentemente la caduta della coppa sta diventando un trend!”. Il capitano del Real Madrid si riferisce a un altro episodio simile, altrettanto esilarante e discusso, con lo spagnolo fece cadere la Copa del Rey appena conquistata dal pullman scoperto che portava la squadra trionfante per le vie di Madrid.

Il risultato? Copa distrutta dopo una caduta da più di tre metri d’altezza, schiacciato dalle ruote del bus. Peggio di così non poteva andare. Ma episodi di questo genere non sono nuovi nel mondo del calcio. La vittoria a volte, oltre a far allentare la tensione, fa allentare anche la presa. Come successe a Jan Vertonghen nel 2012, quando dopo la conquista del campionato con la maglia dell’Ajax, durante un’intervista si fece cadere il trofeo sul piede. Ma tra lo scudo dell’Eredivisie e i giocatori dell’Ajax non c’è mai stato grande feeling… Dopo Vertonghen, l’anno successivo toccò a Daley Blind farlo finire per terra durante i festeggiamenti.

Il primo posto dei modi più spettacolari per distruggere un trofeo, però, lo detiene il Corinthians: nel 2009, durante i festeggiamenti per la conquista del campionato Paulista, la coppa prese addirittura fuoco dopo essere stata colpita da uno dei fuochi d’artificio lanciati nella festa. Le coppe saranno anche ‘solo’ dei simboli di applicazione e del sudore che c’è dietro ogni grande vittoria; spesso però (loro malgrado) diventano anche protagoniste di festeggiamenti certamente indimenticabili.

Riccardo Despali

Redazione

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