A volte ritornano. O possono ritornare. Grazie anche ad un passaporto che diventa comunitario e cambia le carte in tavola. Perché dai primi di gennaio David Pizarro sarà (anche) italiano: firmato il decreto di cittadinanza (pratica portata avanti da Cristian Sfara, collaboratore di Gianfrancesco Fierro), tra pochi giorni il Pek sarà comunitario a tutti gli effetti. E sarà pronto per firmare con la migliore offerente. Anzi, per la soluzione migliore. Perché per Pizarro il ritorno in Italia è possibile, ma è anche una questione di progetto. Dovrà lasciare il padel con cui si è tenuto in forma in questi mesi, ma poco importante. Per la Serie A vale la pena. Perché dal giorno dell’addio alla Fiorentina e del ritorno in Cile, ai Santiago Wanderers, Pizarro ha sempre sognato il ritorno in Italia. Qui dove è cresciuto, maturato, ha vinto e si è fatto apprezzare. Udinese, Inter, Roma e Fiorentina lo ricordano con affetto. Lui, regista dai piedi buoni e con personalità da vendere. Tecnica, senso tattica, grinta e carattere al servizio della squadra. Uno così, anche a 37 anni, può far comodo eccome. A giugno lo voleva il Pescara, ora a gennaio – col passaporto comunitario – potrebbero emergere nuove possibilità. Pizarro e l’Italia, a volte ritornano?
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