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Pisa, no di Petroni alla cessione della società

Il Pisa dovrà giocare. Questo ciò che emerge anche dall’ultima giornata di confusione in casa nerazzurra. Petroni non venderà, nonostante l’offerta del fondo d’investimento di Dubai. Per questo motivo il club toscano sarà costretto a scendere in campo per la seconda di Serie B, visto anche che Tavecchio si opporrà al rinvio della gara casalinga contro il Novara.

In risposta al no di Petroni, questo il comunicato del sindaco Filippeschi: “Abodi ha chiesto a Petroni di sottoscrivere l’offerta presentata stamani da Equitativa, prendendosi quale presidente di Lega la responsabilità di garantire ogni adempimento in essa contenuta. Chiedo con tutta la forza possibile, come appello di un’intera comunità, a Britaly Post e alla famiglia Petroni, finché c’è tempo, una attenta, consapevole e positiva valutazione della proposta del presidente Abodi.

Il presidente Andrea Abodi ha preso in questi minuiti un’iniziativa molto forte e esplicita comunicata a Lorenzo Petroni, rivolta alla attuale proprietà dell’A.C. Pisa 1909. Mi ha autorizzato a renderla pubblica, con l’urgenza del caso. Abodi ha chiesto a Petroni di sottoscrivere l’offerta presentata stamani da Equitativa, prendendosi quale presidente di Lega la responsabilità di garantire ogni adempimento in essa contenuta. L’ha fatto, mi ha detto, perché l’offerta di 6 milioni e 200 mila euro, compresa delle posizioni debitorie della società, appare evidentemente anche superiore al valore attuale della società e la prospettiva che apre non è confrontabile rispetto ai gravissimi rischi, anche di natura economica, che la rinuncia implica. L’ha fatto ritenendo praticabile, in sede di conclusione della compravendita, ogni utile intesa. Al ruolo di altissimo valore di garante del presidente della Lega di Serie B della Figc aggiungo, se è utile, quello del Sindaco. Chiedo con tutta la forza possibile, come appello di un’intera comunità, a Britaly Post e alla famiglia Petroni, finché c’è tempo, una attenta, consapevole e positiva valutazione della proposta del presidente Abodi”.

Gianluca Di Marzio

Ci ho messo più di trent'anni per tornare dove sono nato. Non conoscevo le strade, non sapevo a memoria le vie, ricordavo solo il nome della clinica -Villa Stabia- dove mia madre mi aveva dato alla luce. Più di trent'anni sì, non proprio un figlio modello per la mia città, Castellammare di Stabia, una trentina di chilometri da Napoli. Lì sono nato il 28 marzo del 1974, sono Ariete per gli amanti dei segni zodiacali, non chiedetemi l'ora e comunque non sono un fanatico degli ascendenti.

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