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Pisa, gol e lacrime: “Grazie Eusepi, mi hai fatto piangere”, il messaggio di Varela nel nome del padre

Fischio finale, smartphone in mano. +39… e via con il numero di Eusepi memorizzato in rubrica. “Pronto, Umberto? Grazie davvero. Ti passo mamma”. Sarà andata più o meno così, anche se le parole non trasmettono una commozione che certamente non è potuta mancare. Quella maglietta con il suo nome è arrivata anche a Montevideo, in Uruguay. Tutta per lui, una dedica speciale firmata Umberto Eusepi. Ma condivisa da tutta Pisa e da tutto il Pisa. Come fosse un lungo abbraccio a Nacho Varela, l’uruguaiano che Gattuso ha voluto e rilanciato in nerazzurro dopo che si era perso in giro per l’Italia, quello a cui la squadra ha dedicato la vittoria contro il Trapani. In settimana la tragica scomparsa del padre, oggi Nacho con il fratello ha guardato la partita del suo Pisa dall’Uruguay. “In un momento molto duro mi hanno fatto passare una giornata bellissima”, racconta Varela. Che già prima della partita aveva scritto sul gruppo WhatsApp che ha con il resto della squadra: “Ragazzi, volevo ringraziarvi per come avete accompagnato me e mio fratello in questo momento, per i messaggi che mi avete mandato, già mi piacerebbe stare là con voi! Siamo un gruppo bellissimo, di gente di grande cuore e meritiamo magari che le cose vadano meglio. In bocca al lupo per oggi a tutti”.

Sms di buon auspicio, perché in campo – con il lutto al braccio e dopo il minuto di silenzio – il Pisa ha lottato e vinto anche per Nacho. Il suo numero 10. Quello che stava aspettando il padre in Italia perché ne aveva bisogno in un momento così delicato per lui e per la squadra: “Non è un segreto che io e tutta la mia famiglia ci siamo affezionati molto a Pisa, mio padre se ne è andato tifando il Pisa e felice che io stia qui”, aveva scritto su facebook l’uruguaiano ringraziando i tifosi per lo striscione e per le “emozioni indimenticabili che mi avete regalato”. Poi quella chiamata a fine partita con Eusepi, l’uomo copertina della dedica di oggi: “Non ho potuto ancora ringraziare tutto il gruppo, però ho chiamato subito Umberto dopo la gara perché mi ha fatto piangere mentre stavo guardando la partita qui in Uruguay con mio fratello. Ci ho parlato, ha parlato anche con mia madre e mio fratello. Mi sono emozionato molto”, confessa Nacho. Un ragazzo semplice, cresciuto con il pallone… ovale. Perché papà giocava a rugby e gli ha infuso i valori dello sport. Il padre parlava con Gattuso di tutto, del figlio e non solo. Martedì Nacho tornerà in Italia, si unirà di nuovo al Pisa. “Tornerò con molta forza e con tantissima voglia di continuare a lottare”, scrive ancora su facebook Varela. L’abbraccio della sua gente e dei suoi compagni gli è arrivato forte anche in Uruguay. La magia di WhatsApp, di una tv e di una maglia che non dimenticherà mai.

Guido Barucco

(Aspirante) giornalista tra Firenze e Milano. Studio Giurisprudenza, ma la mia legge è soprattutto il calcio. Amo raccontare storie ed emozioni, quelle che vanno oltre i colori e la fede. Pubblicista dal 2013 e nella famiglia di GianlucaDiMarzio.com da febbraio 2014.

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