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Aquilani lo elogia e lui segna, Piccinini: quando l’ambizione supera il talento

La sua è una bella storia: quest’estate lo avevo messo nella lista dei partenti, poi vedendo la sua dedizione ha trovato un posto da titolare”. Così ha parlato Alberto Aquilani di Gabriele Piccinini nella conferenza stampa alla vigilia di Pisa-Cittadella. Un elogio che si è tramutato in profezia, considerando che proprio il giorno dopo il centrocampista ha trovato il primo gol con la maglia nerazzurra, e in generale, in Serie B. Un sinistro rasoterra servito da Lisandru Tramoni (altra mossa a sorpresa dell’allenatore nerazzurro), a conclusione di un calcio d’angolo, per sbloccare una partita (terminata 2-1), che permette ai nerazzurri di ritrovare una vittoria in casa che mancava dal 18 marzo.

 

Piccinini, il simbolo del Pisa: “Ho sempre creduto al lavoro e alla fatica”

George Jung, interpretato da Johnny Depp nel film Blow, in una della scene più iconiche del film dice: “La mia ambizione ha superato di gran lunga il mio talento”. Con un’accezione esclusivamente positiva, questa è la frase simbolo per raccontare l’ascesa di Piccinini, che è diventato simbolo del Pisa di Aquilani. Arrivato in Toscana nel 2021, nelle due stagioni precedenti aveva collezionato appena undici spezzoni di gara, venendo mandato in prestito a gennaio (in entrambi casi al Fiorenzuola), e anche per la stagione in corso il prestito sembrava essere la sua destinazione. Considerando il roster di centrocampo dei nerazzurri, con i vari Veloso, Valoti, Touré, Marin, Nagy, Barberis, Aquilani aveva posto il suo nome nella lista dei partenti, comunicandolo allo stesso giocatore.

 

Credits Pisa Sporting Club

 

Una comunicazione che non ha smosso di un millimetro la tenacia di lavorare. “Nel calcio la cosa sia la fiducia, e io l’ho cercata in me stesso. Mi sono allenamto sempre al massimo, nonostante il mister inizialmente facesse altre scelte, perchè ho sempre creduto che il sacrifico e il lavoro facessero la differenza”. Atteggiamento che lo stesso allenatore ha notato: “Si allenava con una grandissima fame e dedizione. Perchè non farlo giocare? Il nome non conta, contano i fatti”. Quindi il minutaggio è iniziato a crescere per Piccinini, e così le prestazioni, fino alla maglia da titolare, prima contro la Reggiana, poi con lo Spezia e quindi all’Arena, contro il Cittadella. 

  

 “Ho voluto sfruttare al massimo ogni occasione: il mio obiettivo era essere qui in questo momento” ha proseguito Piccinini. Una titolarità guadagnata sul campo di San Piero a Grado, allenamento dopo allenamento, una scalata che ha trovato la prima glorificazione con un gol, importantissimo nell’economia della stagione dei nerazzurri, festeggiato con l’abbraccio dei compagni e gli occhi lucidi. Ora gli altri obiettivi? Forse uno è raggiungere i quattro segnati dal fratello Stefano in C con la Pergolettese (leggi qui l’intervista), e scalare la classifica con il Pisa.

 

Lorenzo Vero

Nato all’ombra della Torre Pendente nel giugno del 2000 e studente di Informatica Umanistica. Bastian contrario per natura, ho iniziato a seguire il calcio perché ai miei genitori non piaceva. Sin da quando ero un bambino riempio la testa dei miei amici con aneddoti calcistici di ogni genere. Con gli anni, assieme alla barba, è cresciuta anche la mia passione per questo gioco. L’obiettivo adesso è quello di raccontare in modo veritiero (con il cognome che mi ritrovo…) e appassionante anche la meno appetibile delle partite.

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