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Pippo Inzaghi racconta Simone: “Era sicuro di allenare la Lazio, in estate rifiutava tre proposte al giorno…”

Stagione da incorniciare per i fratelli Inzaghi: Pippo promosso in Serie B con il Venezia e Simone quarto in campionato e in finale di Coppa Italia con la Lazio. Stima reciproca e zero invidia. L’ex attaccante rossonero, in un’intervista rilasciata a Il Tempo racconta l’avventura del fratello, iniziata tra mille difficoltà, anche se Filippo non ha mai avuto dubbi: “Me lo aspettavo così bravo, conoscevo benissimo il suo percorso professionale. Oggi è facile dire che Simone Inzaghi è tra i migliori allenatori italiani, soltanto gli osservatori distratti non se ne erano accorti”.

Le preoccupazioni all’inizio di questa avventura: “Per un allenatore giovane non è mai semplice, soprattutto in piazze così importanti, se sbagli qualcosa ti massacrano. Lui prese il posto di Pioli dopo un 4-0 in un derby, il momento era delicato tra la contestazione e il ritiro a Norcia. Eppure è stato bravo a portare ordine e a far ripartire la squadra nelle ultime 7 giornate di campionato“.

Poi in estate il rifiuto di Bielsa: “Sì, anche se mentre eravamo in vacanza a Formentera gli arrivavano almeno tre proposte al giorno, che lui però rifiutava puntualmente. Io non capivo, ma in realtà Simone credeva fortemente alla possibilità di guidare la Lazio fin dall’inizio. Altrimenti sarebbe andato a Salerno”.

Stagione da incorniciare: “Senza dubbio, il cammino della Lazio è un capolavoro, nel giro di 60 giorni hanno battuto 3 volte la Roma. I giallorossi sono stati costruiti per vincere lo scudetto, hanno una rosa superiore. Senza dimenticare la finale di coppa Italia, auguro a mio fratello un altro miracolo contro la Juventus. Magari hanno la possibilità di vincere la Champions League e gli lasciano il trofeo…“.

Pippo cercherà di esserci il giorno della finale: “Probabilmente si giocherà il 17, dovrò inventarmi qualcosa, ma è complicato. Mi sarebbe piaciuto godermi la preparazione al match con più calma e restare vicino a Simone. Vedremo, manca ancora qualche giorno. Con il Venezia c’è la finale di Supercoppa”.

Il prossimo sarà l’anno più difficile, quello della conferma: “Mio fratello non ha bisogno di consigli, è abbastanza intelligente e preparato. È consapevole che le fortune di un allenatore dipendono dai giocatori e dalla rosa che hai a disposizione. La Lazio con qualche ritocco può diventare veramente una squadra di livello. Dalla prossima stagione magari potrà lottare anche per la Champions“.

Redazione

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