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Petit: “Pogba? Neanche Platini e Zidane alla sua età erano fuoriclasse. Ammiro l’Italia: è eterna”

E’ l’Europeo delle sorprese e delle outsider. Galles e Islanda sono le “favole” più belle e c’è chi va già oltre, ipotizzando una finale tra “cenerentole”. Si augurano un epilogo diverso i tifosi di Francia, Germania, Italia e Portogallo, le altre squadre rimaste in lizza per la vittoria finale. Emmanuel Petit, campione d’Europa nel 2000 proprio ai danni dell’Italia, si dice affascinato dall’edizione 2016 del torneo europeo per Nazioni:

“E’ gradevole. La formula a 24 squadre mi piace. Permette a molte realtà di emergere. Come l’Islanda. Francia? Abbiamo visto i difetti, non ancora i limiti di un grande potenziale. Deschamps non ha ancora in mente l’11 titolare. Come l’Inghilterra di Hodgson, ha cambiato molto e certi giocatori non sanno più come muoversi. Contrariamente all’Islanda, con il loro 4-4-2 magari accademico ma chiaro, o agli italiani che sanno cosa fare. Ma non è colpa di Didier. Deschamps ha dovuto rifondare metà squadra. Si naviga a vista, ma per ora si vince”.

Pogba non convince ancora: “Troppa pressione su di lui. E’ un ragazzo di 23 anni. Alla sua età né PlatiniZidane erano ancora fuoriclasse. Mezzala o mediano? La Francia non gioca come la Juve. Da mediano contro l’Irlanda ha fatto bene, ma è un posto delicato: non devi fare errori, mai rischiare come faceva il primo Verratti, e a volte Pogba si lascia andare perché ha un bagaglio tecnico enorme. Lo vedo meglio più alto, da box- to-box: Pogba è un diamante che deve ancora essere tagliato nel modo giusto per brillare. E’ Intermittente come la Francia che deve prendere uno schiaffo per reagire”.

Tanti complimenti per l’Islanda: “Loro hanno già vinto l’Europeo, sono gli eroi di un Paese. Si battono come dei carrettieri, ma sono ordinati: in due movimenti sono già nella tua area. La Francia dovrà essere forte mentalmente, fisicamente e tecnicamente. Occhio alle rimesse laterali, visto che siamo deboli sui calci piazzati. In più ci sono da rifare difesa senza Rami e centrocampo senza Kanté“. L’Inghilterra, invece, è stata un flop: “Squadra giovane dal forte potenziale. Dopo la Russia, Hodgson ha perso il controllo mischiando troppo. Rooney non sapeva spiegarsi l’eliminazione: grave. Il Brexit politico poi ha esasperato il clima. Wenger? In passato Arsène ha già rifiutato Inghilterra e Francia. Magari accetterebbe se gli dessero pieni poteri. Ma Wenger è un visionario e ha bisogno del lavoro quotidiano”.

Petit stima la nostra Nazionale: “L’ammiro. E’ eterna. Vi davano per spacciati in partenza e siete ai quarti. L’Italia è un gruppo unito. Buffon, Bonucci, Barzagli e Chiellini sono magici. Con loro puoi andare al fronte e sai che non ti tradiscono. L’Italia non fa catenaccio, è una squadra esplosiva. Magari la difesa non sale mai, ma la fase offensiva è uno tsunami. Anche se chiunque potrebbe battere questa Spagna. Germania? Campioni del Mondo in carica, squadra di grande tecnica. Non penso che Pellé potrà maltrattare Hummels e Boateng come ha fatto con Ramos e Piqué. Khedira, Kroos non subiranno come Iniesta e Fabregas. Hanno il miglior portiere e un Gomez ritrovato. Se li battete, diventati i primi candidati per la vittoria finale”.

In chiusura d’intervista Petit parla della sua ex, il Chelsea, che sarà guidata proprio da Conte: “È un guru. Ha convinto i giocatori di poter andare fino in fondo. Ha scelto gente cui inculcare la sua mentalità. Non avrebbe mai preso un Balotelli, neanche al top. Spero che a Londra svegli un po’ di gente, come Fabregas. Certi soffriranno molto di più che con Mourinho“.

Redazione

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