Ancora un paio di mesi a Pescara, con l’obiettivo promozione. Poi, comunque vada a finire, lui ci arriverà lo stesso in serie A, per provare a vincerla da subito. Rolando Mandragora ce l’ha fatta, nonostante lo scetticismo di molti. Dall’anno prossimo sarà della Juventus: “Nel calcio, come nella vita, bisogna fare attenzione” – si legge nelle pagine del Corriere dello Sport – “Per cadere e tornare giù basta pochissimo. Ecco perché cerco sempre di restare con i piedi per terra. Rimanere a lungo in un club? Conviene sempre pensare anno dopo anno, perché le cose cambiano e non sai mai cosa può accadere. Magari puoi anche progettare di indossare per 10 anni una sola maglia, ma poi ci sono tanti fattori che possono farti cambiare idea. Totti? Lui è una leggenda. A chi non piacerebbe fare la storia di un grande club come lui ha fatto con la Roma?”.
Giocatore duttile: “Quando c’è stata emergenza a Pescara ho fatto anche il centrale difensivo, però il mio ruolo è quello di ‘play’. Il giocatore a cui mi ispiro, infatti, è Thiago Motta. Per arrivare a quei livelli la strada è ancora lunga”. L’esordio in serie A, a 17 anni, è arrivato proprio contro ai bianconeri: “Per questo devo ringraziare Gasperini: è stato lui a lanciarmi nel calcio che conta”.
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