Un urlo che si sente a distanza di 438 chilometri. Quelli che separano lo stadio di Salò da Perugia. Tre urli in 90 minuti. Il primo per il gol di Elia che ha dato il vantaggio, il secondo al raddoppio di Bianchimano, il terzo al fischio finale del signor Gualtieri.
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Il Perugia torna in B, 261 giorni dopo quel sanguinoso playout col Pescara perso al Curi. Le lacrime di allora cancellate dalla pioggerellina catartica del 2 maggio. “Tutta la nostra rabbia, tutto il nostro amore”, recitava un vecchio striscione famoso della curva nord perugina.
Riassume i quasi nove mesi trascorsi tra quell’inferno e il nuovo Paradiso. Tra una ferita aperta ad agosto, cicatrizzata sabato con la gente di Perugia alla partenza per Salò e cancellata dai 90 minuti che hanno dato l’ultimo verdetto.
Il Perugia di Fabio Caserta chiude a 79 punti un campionato vissuto di rincorsa. E ora corre a Perugia. Per una festa che è appena iniziata. Per un derby con la Ternana che sta per tornare.
Bentornato Grifo.
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