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Pellissier: “Clivense, vogliamo essere grandi nel piccolo. Napoli? Ero vicino”

31 per sempre. E così è stato. Sergio Pellissier, presente negli studi di Sky Sport, ha parlato della nuova vita da presidente del FC Clivense (QUI la storia): “Il progetto è nato per avere una squadra che avesse lo stesso stimolo e la stessa passione, mi son messo lì ho creato un nuovo capitolo della mia vita”.

“La squadra è un insieme di giocatori da anime diverse: se raccontassimo da dove vengono, perchè sono lì, cosa stan facendo: qualcuno ha mollato tutto, il lavoro per trasferirsi, tutto per giocare da noi. Già ai provini sono venuti con entusiasmo e questo è ciò che amo di più: l’entusiasmo e la passione di questi ragazzi, per il presidente, per la tifoseria. Loro sono così, hanno quella ingenuità e quella voglia di giocare a calcio”.

Pellissier: “Ho messo tanta passione in questo progetto”

Tanti i tifosi che hanno seguito l’ex capitano del Chievo Verona in questa nuova veste: “Prima nelle immagini ho visto una tifosa anziana, grande tifosa del Chievo. Lei è stata la prima a venire alla prima partita fuori casa del Clivense. Le persone capiscono la passione che ho messo in questo progetto. Per me era un modo per rivivere la società, quella dove ho passato 20 anni della mia carriera. Obiettivo? Costruire una società sana, una realtà con un settore giovanile, essere grandi nel piccolo“.

3 novembre 2002: primo gol in Serie A, segnato all’ultimo giro di orologio:È stato incredibile. Ero entrato da un quarto d’ora, quando è finita la partita mi sono reso conto di quello che avevo fatto. Il paragone con Totti? Non penso sia per i gol, ma per quello che abbiamo passato: siamo cresciuti nelle nostre squadre, rinunciando ad altre, con un finale simile: a un certo punto non eravamo più fondamentali, discutevamo con gli allenatori, c’erano delle sfortunate vicende dirigenziali, e a quel punto andare via”.

Sergio Pellissier: “Mourinho mi ha ringraziato”

Poi, quei complimenti di Mourinho inaspettati: “José sembra burbero ma ha un rispetto straordinario. Dopo la partita contro la Juve ero a giocare contro l’Inter a San Siro, e prima di entrare in campo, mi ferma e mi dice –Complimenti, bravissimo. Mi raccomando oggi non segnare con noi, ma grazie per la tripletta alla Juventus-, mi ha fatto molto piacere. Una squadra alla quale sono stato vicino? Il Napoli. Aveva fatto anche l’offerta, avevo parlato anche io di contratto, però poi alla fine nessuno è riuscito mai a convincere il presidente”.

 

 

Redazione

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