Interviste e Storie

Südtirol, Pecorino: “A Bolzano si vive di calcio, non ho esitato a tornare. Huijsen e Soulé? Amici speciali”

Emanuele Pecorino, attaccante Südtirol (IMAGO)

L’attaccante del Südtirol si racconta a Gianlucadimarzio.com: “Segno tanto di testa? Ogni gol ha una storia a sé. A Bolzano si vive di calcio, si lavora tanto e con grande serenità. È ciò di cui avevo bisogno”

Un gol. Poi un altro. E un altro ancora.
Emanuele Pecorino ha inaugurato il suo 2026 nel migliore dei modi trovando il gol contro Spezia, Empoli e Padova. “Sono molto contento, ovviamente”, racconta sorridendo l’attaccante del Südtirol ai microfoni di Gianlucadimarzio.com. Soddisfatto sì, ma mai appagato. “Ho iniziato l’anno nel modo giusto, ma penso solo alla squadra”, spiega con convinzione. “Dobbiamo continuare così”. Poche parole, quelle giuste.

Catania è casa sua, resta nel cuore. Ma oggi il presente si chiama Bolzano. “Le differenze sono tante”, racconta Pecorino. “Vengo dal mare, dalla Sicilia. Qui è tutto diverso: niente spiaggia, ma alberi e montagne. Devo ammettere che mi piace parecchio”. Un contesto nuovo che l’ha messo subito nelle condizioni ideali: “A Bolzano si vive di calcio, si lavora tanto e con grande serenità. È quello di cui avevo bisogno”.

Dopo 17 presenze in Serie B, il tabellino dice cinque gol nella stagione 2025/26. Quattro arrivati di testa, anche grazie ai suoi 192 centimetri di altezza. “Ogni rete ha una storia a sé”, spiega Pecorino. “Gli attaccanti devono farsi trovare pronti. Spero di continuare così”.

Quello di Bolzano è un ambiente che Pecorino conosce bene. Per lui, infatti, si è trattato di un ritorno: con il Südtirol aveva già giocato nella stagione 2023/24, lasciando buone sensazioni e quattro gol. “Non ho esitato a tornare”, racconta. “Conosco il direttore sportivo (Paolo Bravo, ndr). Quando mi ha richiamato non ci ho pensato un secondo”.

LEGGI L’INTERVISTA A RAPHAEL KOFLER: “Südtirol, raggiungiamo insieme la salvezza. Questa è casa mia”

La Juventus, Huijsen e Soulé: “Mati e Den sono unici”

L’operazione si è chiusa ancora una volta in prestito: il cartellino dell’attaccante, infatti, resta di proprietà della Juventus.
Un passo indietro. Il club bianconero, nel 2021, decide di puntare su di lui, acquistandolo dal “suo” Catania. Arriva a Torino a 20 anni. Pecorino vive l’esperienza della Next Gen in Serie C, sfiorando il sogno Serie A. Un traguardo che resta all’orizzonte. Ma quello vissuto in bianconero rappresenta, soprattutto, un percorso che gli permette di crescere, prima ancora che di giocare, accanto a due talenti che oggi brillano nel calcio europeo: Dean Huijsen e Matías Soulé, oggi rispettivamente al Real Madrid e alla Roma.

Non semplici compagni di squadra. Il legame è rimasto forte, come dimostrano i soprannomi affettuosi: “Mati” e “Den”. “Sono due ragazzi fantastici, racconta Pecorino. “Abbiamo costruito un rapporto bellissimo durante il periodo alla Juventus. Gli voglio davvero tanto bene”. E aggiunge: “Abbiamo condiviso tanti momenti, dentro e fuori dal campo. Per loro la famiglia è fondamentale, va sempre messa al primo posto. Se ti vedevano un po’ solo, erano pronti ad accoglierti. Auguro loro il meglio”.

Emanuele Pecorino, attaccante Südtirol (Credits Photo: FC Südtirol)

Pecorino: “Südtirol piazza giusta per spiccare il volo”

Oggi Pecorino incanta in Serie B, sognando palcoscenici sempre più grandi. Ma senza fretta, un passo alla volta. Perché il Südtirol crede in lui e lui vuole ripagare questa fiducia.

“I tifosi, la società, la città: tutti ci sono vicini”, conclude. Il Südtirol, grazie alle vittorie conto lo Spezia, l’Empoli e il Padova, si è portato al  “Si lavora molto bene, stiamo dando il massimo. Questa è la piazza giusta per i ragazzi che vogliono crescere e spiccare il volo”. Oggi Pecorino segna in Serie B, con la consapevolezza di chi sa che ogni passo va meritato. Il Südtirol crede in lui, e lui risponde sul campo. Un gol alla volta. Senza fretta, ma con le idee chiare: crescere, migliorare e farsi trovare pronto quando arriverà il momento di spiccare davvero il volo.

Davide Balestra

Nato nel 2000 a San Benedetto del Tronto. Di sangue metà pugliese e metà marchigiano ma con inflessione dialettale praticamente neutra. Figlio della Generazione Z, la stessa che ha partorito calciatori del calibro di Haaland, Vinícius Júnior o Tonali. Al tentativo di replicare le loro giocate sul campo di calcetto ho preferito il portatile o il microfono, quest’ultimo, da un po’ fedele compagno di viaggio. Poca retorica: le emozioni che trasmette un campo di calcio non sono quantificabili. E a me piace raccontarle, che sia attraverso una tastiera o una telecamera puntata in volto. Ansie, timori e paure fanno parte del percorso. Cerco di superarle con umiltà, virtù che, con il tempo, sto rendendo un mio mantra.

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