Una trattativa nata e conclusasi in 36 ore. Da Verona a Valencia, per vestire la maglia del Levante. Giampaolo Pazzini, ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, è tornato a parlare del suo trasferimento in Liga e dell’esordio ‘da sogno’ contro il Real Madrid: “Non ero convinto di trasferirmi. Non certo per la città o la squadra ma per questioni personali e logistiche legate al cambiamento. Poi il presidente è venuto a casa mia e di fronte a tanta voglio di prendermi mi sono arreso. Esordio? È stato tutto molto rapido ed emozionante, impossibile chiedere di più. Nemmeno in sogno potevo pensare a dei giorni tanto intensi e a un esordio così positivo”.
Molto meno positiva la situazione in Italia, ancora scottata dalla mancata qualificazione ai Mondiali. Per ripartire, secondo Pazzini, servono stadi nuovi e un ct con personalità: “Dopo una delusione così abbiamo bisogno di un nome altrettanto grande, un allenatore con tanta personalità e tanto carisma. Cosa è successo? Ci siamo un po’ fermati. Quando la A era il miglior torneo del mondo dovevamo avere la forza di progredire. Nel nostro calcio ci sono troppe cose che non vanno ma la prima cosa a cui penso sono gli stadi”.
Il resto dell’intervista è in edicola con il quotidiano.
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