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Milan, la carica di Pavlovic verso il derby: “Siamo pronti. È la partita più importante della stagione”

Milan, Pavlović (imago)

Le parole di Strahinja Pavlovic verso il derby di Milano ai microfoni de La Gazzetta dello Sport

La settimana che porta al derby non è mai come le altre. Lo sa bene Strahinja Pavlovic, che a pochi giorni dal big match contro l’Inter si è raccontato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport: “Sarà una partita dura. L’Inter è davanti in classifica e forse giocherà con meno pressione rispetto a noi. Ma il derby fa storia a sé: ognuno è diverso dall’altro. Mi aspetto una gara con molta lotta e spero che riusciremo a vincere“.

Il difensore serbo ha ricordato anche un derby rimasto impresso nella sua memoria: “Il mio secondo match da professionista con il Partizan è stato proprio il derby contro la Stella Rossa, al Marakana di Belgrado. Avevo 17 anni ed ero senza esperienza: per me fu qualcosa di incredibile e lo ricorderò per sempre“.

Tornando alle sfide contro l’Inter, Pavlovic non ha dubbi pensando al suo precedente preferito: “Il 3-0 nella semifinale di ritorno della scorsa Coppa Italia. Nei derby è difficile godersi l’incontro perché sono sempre duri e pieni di duelli. Quella volta invece mi sono divertito e non la dimentico“. Il serbo ha ricordato anche un altro incrocio, sempre nella scorsa stagione: “La rimonta in Supercoppa è stata incredibile, anche se l’ho vissuta in maniera un po’ diversa perché ero in panchina. Guardare è quasi più difficile che giocare e le emozioni sono diverse, ma anche quella sera ero comunque molto felice“.

Una sfida che va oltre l’importanza per la classifica: “Nei derby non esistono favoriti. Lo abbiamo visto anche la scorsa stagione: in campionato abbiamo fatto fatica e siamo arrivati ottavi, ma i derby li abbiamo spesso vinti. Il derby fa storia a sé“.

Milan, Pavlovic: “Non esistono favoriti. Possiamo credere allo Scudetto”

L’importanza della sfida si sente anche nello spogliatoio del Milan: “Siamo professionisti e dobbiamo prepararci allo stesso modo per ogni incontro, però è vero che nell’aria si sente l’emozione per il derby in arrivo“. E sulle parole di Leao – che ha definito l’incrocio con l’Inter questione di vita o di morte – Pavlovic commenta: “Sono d’accordo con Rafa. Possiamo dire che è la partita più importante della stagione, un match speciale: chiunque a Milano sa quanto conta“.

Una vittoria consentirebbe alla squadra di Allegri di tornare a -7 dai nerazzurri: “Nulla è ancora finito. Mancano undici giornate e l’importante è restare uniti e dare il massimo fino all’ultimo minuto“. Un percorso in cui Pavlovic non nasconde qualche rammarico: “Rispetto all’anno scorso siamo contenti: l’obiettivo a inizio stagione era entrare tra le prime quattro e siamo in corsa per raggiungerlo. Però guardando il nostro rendimento, penso che avremmo potuto avere più punti, quindi un po’ di rammarico c’è. Mancano ancora undici partite e faremo tutto il possibile per ottenere il massimo“.

“Da Allegri ho imparato tanto. Pio? Vuole dimostrare il suo valore”

Pavlovic ha raccontato il suo rapporto con Allegri, non nascondendo come lavorare con l’ex allenatore della Juventus lo abbia aiutato a crescere in questa stagione: “Ho iniziato a prestare attenzione a dettagli che prima non consideravo e che fanno la differenza“. Sul miglioramento della fase difensiva, invece: “Il mister mette molta attenzione sulla difesa e abbiamo fatto tanti progressi. Il merito però non è solo dei difensori perché serve l’aiuto di tutti: gli attaccanti e i centrocampisti ci danno una bella mano“.

Il grande assente del derby sarà Lautaro Martinez: “L’Inter ha quattro attaccanti che sono davvero molto bravi e hanno caratteristiche differenti. Cercherò di prepararmi per tutti, poi vedremo chi giocherà. Io mi alleno sempre al 100%, indipendentemente dall’avversario“. Tra questi domenica sera ci sarà Pio Esposito: “È giovane, ha fame e molte qualità. Vuole dimostrare il suo valore e per la sua età è molto forte: è un pericolo e dobbiamo prepararci anche per lui“.

Lorenzo Renna

Nato durante i Mondiali di Corea, lo stesso giorno di Frank Lampard. Ci ho provato prima da calciatore e poi da arbitro, ma ho presto capito che a me lo sport piace raccontarlo più che viverlo in campo. Studio Economia e Azienda Digitale, ma parlo 24 ore su 24 di calcio.

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