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Passione, emozione e sogni. Mancini parla al cuore azzurro: “Rincorriamo il sogno di ogni bambino”

Sorridente e felice, con lo sguardo curioso verso ciò che lo circonda. Quasi incantato dal nuovo mondo nel quale si è tuffato. La cravatta sistemata più e più volte è prassi di chi fa dell’eleganza uno stile di vita, così come il sorriso d’ordinanza per i tanti fotografi presenti. I flash sono lì per lui, ma l’attenzione è da tutt’altra parte. Roberto Mancini sta coronando un sogno, quello che ha rincorso fortemente negli ultimi mesi. Diventare il nuovo CT dell’Italia. Il tempo per pensare ad un ‘volgare’ photocall non c’è, deve riempirsi d’azzurro tra i corridoi di Coverciano. Lo raccontano i suoi occhi, fissi su ogni cosa rappresenti la Nazionale. Lo stemma nell’atrio, quattro Mondiali ed un Europeo, i numeri e i record dei suoi predecessori elencati su uno schermo. E poi quella maglia azzurra stretta forte tra le mani. Ecco dov’è Roberto Mancini al suo primo giorno di scuola, nei desideri di ogni ragazzo che ama il calcio.

Sono felice per i miei genitori”. Il primo pensiero va a mamma e papà. Vi ho reso orgogliosi, il messaggio non troppo nascosto. Ho raggiunto il punto più alto e vi dedico tutto questo. Firmato Roberto. La panchina azzurra la definisce “la cosa più bella, la massima aspirazione per ogni allenatore” e spiega perché solo adesso. Dopo quasi 20 anni in giro per l’Europa:Penso che per me fosse il momento giusto, perchè bisogna fare qualcosa per questa Nazionale. In un momento così difficile ho pensato che fosse giusto venire qui, dove tutto iniziò quarant’anni fa”.Responsabilità e onore per un ruolo importante, perché “diventare ct non è una cosa banale”. Parla al cuore e con il cuore Roberto Mancini. Non ci sono numeri, moduli –“si gioca sempre in 11”– o nomi, “tutti sono convocabili”. Obiettivi sì, anche personali: “Vorrei essere un ct perbene e vorrei portare l’Italia sul tetto del Mondo e d’Europa”. Ma soprattutto c’è da riaccendere una passione, riscoprire la voglia d’Azzurro, l’orgoglio e l’aspirazione di vestire la maglia dell’Italia. Poi il resto. “Voglio che i giocatori tirino fuori i sogni che hanno nel cuore. Quelli che avevano da giovani, guardando le partite alla tv”. Frasi ad effetto, ma non retorica casuale. Mancini quando parla racconta le emozioni di Roberto, stimolando le stesse corde che andrà a toccare con ogni singolo giocatore. Meno di una settimana e partirà la nuova era targata Roberto Mancini. Con Andrea Pirlo come secondo e Fausto Salsano fido assistente. Il resto dello staff sarà federale, come da tradizione. Fondamenta solide per una (ri)costruzione stabile e azzurra.

Marco Juric

Aspirante scriba, si avvicina al calcio giocato grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.

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