13 settembre 2016. La Lega Pro e la Champions League non sono mai state così vicine. Impossibile? No, se il fil rouge si chiama Pippo Inzaghi. Ma andiamo con ordine: mentre ieri sera si giocavano le prime partite della fase a gironi di Champions, al Tardini andava in scena Parma-Venezia. Tanta storia del calcio italiano, tra campo e panchina, in una sfida ‘nostalgica‘: il big match del girone B di Lega Pro. Impossibile aspettarsi una gara come le altre, e così è stato. Imprevedibile, carica di emozioni e ricordi. Il campo non ha smentito le premesse. Nel primo tempo gol di Evacuo su rigore e Parma in vantaggio, poi il Venezia ha ripreso in mano la partita e il suo destino.
Ma era anche la notte della Champions League e a brillare è stato uno che quella Coppa l’ha alzata. Proprio quel Pippo Inzaghi che alla fine ha vinto. In rimonta, 1-2. Gol di Moreo per il pareggio, poi ci ha pensato Domizzi a consegnare la vittoria al Venezia. Domizzi, l’ex Napoli che ha firmato la rete decisiva proprio mentre la sua ex squadra azzurra vinceva alla prima uscita stagionale in Champions con l’esordiente Sarri in panchina. Sliding doors. Una notte di Lega Pro, ma mai così da… Campioni. Merito di Inzaghi, del suo presente (leggi Venezia) e del suo passato.
Era infatti il 13 settembre 2006 quando il Milan esordiva nella fase a gironi di quell’edizione della Champions. Avversario: l’AEK Atene. Risultato: 3-0. I gol? Gourcuff, Kakà su rigore e Inzaghi. Nostalgia… Canaglia, sì, perché esattamente 10 anni dopo quel gol riecco i tifosi di Pippo esultare con lui. E per lui. Oggi come un decennio fa si trova all’inizio di un percorso. Nel 2006 finì con il trionfo di Atene ma anche quest’anno Inzaghi punta a raggiungere un nuovo Olimpo, quello della promozione.
Parma-Venezia è stata più di una partita di Lega Pro: un ponte tra passato e presente e in mezzo i destini incrociati di chi, al Tardini, ha vissuto una serata da ricordare. E chissà che a Inzaghi non sia tornato in mente quel gol all’AEK… Anche solo per un istante. Magari quando ha esultato al gol del 2-1, insieme a tutta la panchina. E quell’esultanza di gruppo non è certo passata inosservata: “Stiamo creando qualcosa di importante”, ha detto nel post partita prima di ritornare coi piedi per terra perché “però non dobbiamo esaltarci”. Parola di Inzaghi. Perché alla fine dalla notte del gol all’AEK Atene a ieri lui non è cambiato. Ed oggi si ritrova ancora nei panni del leader, quello in giacca e cravatta alla guida di una squadra che punta in alto. “Cosa ho detto ai miei giocatori tra primo e secondo tempo? Che dovevamo fare quello che sappiamo fare”. E Pippo lo sa bene cosa fare. Vincere. Sempre. Oggi come 10 anni fa.
Foto di Luca Marchesini
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