Magari non è il giorno dei giorni, per carità, il Parma ci ha abituato a ben altro. Basta ricordare quando trionfava in Europa, con avversari ben più blasonati con tutto il rispetto per il Delta Rovigo. E’ sicuramente un giorno importante, fondamentale per scrivere una bella pagina di storia, una pagina necessaria, che manca al calcio italiano. Perché da altre parti, diciamolo francamente, quello che è successo al Parma, non si è mai visto. Neanche si è mai visto che quindici o sedicimila persone riempissero e colorassero uno stadio in quarta serie, per tifare, emozionarsi e spingere il Parma verso il ritorno nei professionisti.
Settemila bandierine, un clima da serie A che diventa davvero impossibile da descrivere quando al 18’ Guazzo si riprende il Tardini e segna il gol del vantaggio che avvicina il Parma alla Lega Pro. Tifosi da tutti Italia, anche da qualche parte d’Europa (Polonia, Croazia) sentono che è il giorno adatto per andare a riabbracciare il professionismo è questo e si è precipitata a sostenere una squadra che sta per abbandonare l’Inferno per riabbracciare il calcio che merita, il grande calcio.
Guglielmo Trupo
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