Palladino, allenatore Fiorentina (PHOTO CREDITS: Federico Piovesan)
Le parole dell’allenatore Raffaele Palladino sul momento della sua Fiorentina e il finale di stagione
Dalla vittoria ottenuta contro la Juventus fino agli ultimi impegni di campionato: l’allenatore della Fiorentina, Raffaele Palladino, ha fatto un bilancio della situazione. “È stata una partita perfetta sotto tutti i punti di vista” ha detto ai microfoni del Corriere Fiorentino. “Perché siamo stati sempre in controllo. Una prova di maturità della squadra perché abbiamo capito quando dovevamo difendere bassi e quando andare a prenderli alti. Partita fantastica”.
Palladino non è rimasto sorpreso. “I segnali c’erano già stati nel secondo tempo di Napoli e per gran parte della partita contro il Panathinaikos. Nello spogliatoio avevo percepito qualcosa di diverso. Ho ascoltato i ragazzi e sentito la loro convinzione, che ci credono”.
La classifica è corta per la lotta alla conquista dell’Europa. “Il fatto che noi siamo lì, che ce la stiamo giocando con la Lazio, con il Bologna, con il Milan, con la Roma, è un motivo di grande orgoglio. Questi ultimi due mesi vogliamo giocarcela come le ultime due partite. Zaniolo? Stravedo per lui, ha grande qualità. Ha avuto delle difficoltà in questi ultimi due anni ma qui ha trovato un ambiente che crede in lui. Riguardo ad Andrea le sue difficoltà sono state più di adattamento a al sistema di gioco.
“Le sfide con Atalanta e Milan un bivio? Secondo me no, ma sono due gare molto importanti contro squadre differenti tra di loro: l’Atalanta ambisce a posizioni molto alte, il Milan lotta con noi”.
Palladino aggiunge. “Aver perso dei punti con le squadre che sono più basse in classifica è un rammarico. Però abbiamo vinto con la Juve, con il Milan, con la Lazio, con l’Inter. Nell’arco del campionato ci sta avere dei passi falsi, se la classifica è giusta o non giusta lo vedremo alla fine”.
E conclude. “Bove è un mio collaboratore, un mio fratellino. Gli voglio troppo bene, ha una mente che è troppo matura per l’età che ha. Una persona molto intelligente e ovviamente lo coinvolgo spesso, gli chiedo pareri tecnici dopo la partita, su come ha visto la squadra. Mi dà una grande mano sinceramente, ma io non riesco a pensare all’ipotesi che Edo non possa più giocare. Sarà lui a scegliere decidere e di sicuro se un domani dovesse smettere di giocare, lui sa che nel mio staff ci sarà sempre posto per lui”.
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