Un Clásico, una coppa e un posto per la prossima Copa Libertadores in un solo colpo: l’impresa del weekend è quella del Palestino, nuovo campione della Copa Chile, che è riuscito a raggiungere questi tre traguardi grazie alla vittoria nella finale di ritorno contro l’Audax Italiano. Una qualificazione speciale quella per la prossima Libertadores, visto che la prima finale unica della storia del torneo si giocherà proprio a Santiago – la città del Palestino – seppur in un altro campo, lo storico Estadio Nacional.
Ma questo traguardo rischia di passare in secondo piano. Perché è vero che si tratta pur sempre di un titolo (è la terza affermazione del club nella coppa nazionale, una delle più antiche di tutto il Sudamerica) ma soprattutto si tratta di una coppa vinta in un derby unico al mondo. È il Clásico de Colonias, l’unica rivalità a tre squadre. Audax Italiano, Unión Española e, appunto, il Palestino. Queste sono le tre società fondate dalle colonie di migranti di inizio ‘900 nella capitale cilena: ognuno con la sua storia, le sue radici lontane dal Cile, i colori della propria bandiera nello stemma e nella maglia. Spagnoli, palestinesi e italiani, tutti raccolti a migliaia di chilometri dalla propria terra.
Una rivalità calcistica di identità e fanatismo: Audax Italiano e Unión Española sono le più antiche e credono che dei tre Clásicos il loro sia il più prestigioso. Ecco perché per il Palestino ogni anno conta molto provare a far capire di non essere la meno importante delle tre squadre, e vittorie come questa possono cambiare radicalmente la visione di questa storia. Anche perché el Árabe, così soprannominato per via delle origini mediorientali dei suoi fondatori, ha avuto pochi momenti di gloria: il titolo del 1955, quando vennero soprannominati i Millonarios del Fútbol per via delle importanti spese della proprietà, e negli anni ’70, quando arrivarono sia la vittoria nazionale del 1978 che le due nella Copa Chile, ultimi successi prima di quello di quest’anno.
Trentuno anni passati senza conquistare nulla, per prendersi poi la rivincita più bella contro gli italiani di questa rivalità. E il protagonista è stato uno che per l’Italia ci è passato per diverse stagioni: Luis Jiménez. Ternana, Fiorentina, Lazio, Inter, Parma e Cesena: 34 anni oggi, un viaggiatore della nostra Serie A, uno che ha fatto parlare di sé grazie al suo grande tocco di palla ma anche per un carattere difficile da gestire che ha frenato la sua crescita in Europa. Tanto che ha dovuto girare anche in altri Paesi del mondo, soprattutto negli Emirati Arabi e in Qatar; mai in Palestina, terra che calcisticamente ha trovato sì, ma in Cile.
Ha segnato il gol del 3-2, quello che ha sentenziato la finale di ritorno. Un successo storico per lui ma soprattutto per il club che ha sfruttato l’unica via d’accesso per la prossima Copa Libertadores, quella della prima finale unica a Santiago. Quartultimi in campionato, vincitori in coppa ma soprattutto nel Clásico de Colonias, l’unico Derby del mondo a tre squadre dove per una volta a comandare è il Palestino.
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