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Tre gol ed il pallone a casa: Floriano trascina il Palermo

Da Cologno al Serio a Palermo, dai 300 spettatori di Colognese-Olginatese allo stadio "Locatelli" ai 14.653 spettatori di Palermo-Nola al "Renzo Barbera". Cosa hanno in comune due partite giocate a dieci anni di distanza una dall'altra nella stessa categoria? La tripletta di Roberto Floriano.

Contesti differenti (e dieci anni in più sulla carta d'identità) per l'esterno d'attacco che questo pomeriggio ha portato a casa il pallone – rigorosamente firmato da tutti i compagni – trascinando il Palermo in una vittoria fondamentale per consolidare il primato nel girone I del campionato di Serie D, arrivata sette giorni dopo la sconfitta di Licata.

Una partita a senso unico con un solo protagonista, quel Floriano che a Palermo si è rilanciato dopo mesi in ombra a Bari dove ha visto il campo con il contagocce. In rosanero è tornato al centro di un progetto, con una vera e propria escalation nel 2020: prima il gol contro il Roccella, poi la doppietta contro la Cittanovese e oggi la tripletta contro il Nola. Sei reti in tutto nell'anno solare, con la tripletta di oggi che gli consente di diventare il miglior marcatore del Palermo nel girone di ritorno.

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"E pensare che ho sprecato diverse palle gol, oggi potevo fare il record di reti – racconta Floriano sorridendo alla fine del match – L'esultanza rabbiosa dopo il 3-0 è proprio per questo, non riuscire a segnare mi ha fatto venire rabbia. Oggi abbiamo reagito bene dopo la sconfitta di domenica scorsa, l'importante è vincere più partite possibili per chiudere il campionato". 

Le prestazioni dell'ex Bari hanno fatto tornare il sorriso anche al tecnico Pergolizzi che lo ha elogiato per le sue qualità: "Il vero Floriano è questo, è un giocatore di un'altra categoria. Deve capirlo lui stesso, se gioca in piazze importanti come Palermo e Bari fa piacere, ma è di categoria superiore". E con un Floriano così il Palermo può sperare di tornare presto in quelle categorie che ha conosciuto negli ultimi anni.

Giovanni Mazzola

Siciliano, classe '96, cresciuto a pane e calcio...di provincia. Il mio primo ricordo è Corea-Italia del Mondiale 2002, non ho fatto in tempo per il golden gol di Trezeguet del 2000. Passione e curiosità sono le mie parole d'ordine: senza queste non avrei mai fatto il giornalista. Pubblicista dal 2018.

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