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Il Palermo riparte con Soleri. Corini: “Ha mercato, ma con lui vado in battaglia”

Subentrato e decisivo. Incidere a partita in corso è ormai consuetudine per Edoardo Soleri. Spazio nel secondo tempo e gol pesanti: una regola che si è ripetuta anche nella sfida contro il Modena, vinta 4-2 dal Palermo grazie alla doppietta dell’attaccante scuola Roma negli ultimi minuti. 

Prima una scivolata per anticipare Gagno sul passaggio in verticale di Segre, poi il tap-in vincente su assist di un generoso Mancuso. Due reti per interrompere un digiuno che durava da 144 giorni (Reggiana-Palermo 1-3 dello scorso 29 agosto), siglare la prima doppietta in carriera con la maglia rosanero, ma soprattutto regalare tre punti fondamentali al Palermo per rilanciare le ambizioni in chiave promozione.

 

Tra Soleri e Palermo, però, c’è un rapporto che va oltre i gol. Ci sono due qualità dell’attaccante che hanno conquistato tutti i tifosi: la generosità nelle prestazioni e la disponibilità. Finora Soleri ha giocato 14 partite, ma solo una disputata dall’inizio. Sempre subentrato, ma sempre un fattore. 

 

Corini: “Con Soleri andrò sempre in battaglia”

Una piazza innamorata dell’uomo prima che del giocatore, osannato alla fine del match dai 17.000 spettatori del Barbera. Chiamato a gran voce dai tifosi, Soleri si è ritrovato da solo sotto la Curva Nord, acclamato sia dai compagni che dal pubblico. Quasi un messaggio rispetto all’interesse di alcune squadre di Serie B, tra cui proprio il Modena. 

 

“Soleri ha mercato perché è un bravo giocatore – ha spiegato l’allenatore del Palermo, Eugenio Corini, in conferenza stampa dopo il match – Quando la scorsa estate c’erano delle squadre su di lui, gli ho spiegato che se avesse avuto poteva rimanere. Così ha firmato il rinnovo. Finché Sole avrà il sorriso e la volontà, con lui andrò sempre in battaglia“.

Le voci di mercato da una parte, il campo dall’altra. Soleri diviso a metà, ma ormai figlio adottivo di una città che lo vorrebbe ancora a lungo con i colori rosanero addosso. 

Giovanni Mazzola

Siciliano, classe '96, cresciuto a pane e calcio...di provincia. Il mio primo ricordo è Corea-Italia del Mondiale 2002, non ho fatto in tempo per il golden gol di Trezeguet del 2000. Passione e curiosità sono le mie parole d'ordine: senza queste non avrei mai fatto il giornalista. Pubblicista dal 2018.

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