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“Oh c…., cosa ho fatto??”. Cagliari, ecco Van der Wiel

Amsterdam, “Voetbalstraat” (calcio da strada): qui e così nasce e cresce Gregory van Der Wiel, ormai ufficiosamente un giocatore del Cagliari.Arriva Greg…”. Dove non sono riuscite Milan e Roma, in passato a più riprese interessate all’olandese, possono riuscire i sardi. Un bel regalo ai tifosi rossoblù, orfani di Marco Borriello, che avranno subito la possibilità di riempire il vuoto lasciato nei loro cuori con ilbad boy” di Amsterdam, cresciuto tra calcio e rap. Bacheca di tutto rispetto per “Greg”, che parla di scudetti e coppe nazionali, distribuiti tra Francia e Olanda e di quasi 50 presenze con la Nazionale “orange“.

Arriva dal Fenerbahce, quasi una sorta di scambio con Mauricio Isla, passato recentemente ai turchi: stesso ruolo, stessa duttilità. Dalle parti di Cagliari sperano che le similitudini finiscano qui. Da Van der Wiel i sardi si aspettano quella spinta sulla fascia e quella esperienza che attualmente mancano in rosa e un rendimento possibilmente più alto del cileno, anche se l’esperienza in Super Lig del prodotto dell’Ajax non è stata certo delle più felici: appena 11 presenze, più 3 gettoni in Europa. Che fine ha fatto quel terzino capace di stupire tutti nel 2012?

All’epoca erano tutti pazzi per Greg, con le italiane che poterono solo sfiorare l’idea di portarlo in serie A: troppi i 4 milioni di ingaggio con i quali il PSG si liberò della concorrenza. In realtà Van der Wiel non è mai esploso all’ombra della Tour Eiffel, dove, tra cross al bacio per Ibrahimovic e Cavani e potenti accelerazioni sulla fascia, ha alternato qualche litigio di troppo con gli allenatori di turno. Prima Ancelotti, poi Blanc. “Non è vero che sono infortunato, non ho niente…” il tweet polemico in risposta all’ex ct della Francia, reo di averlo escluso da un match di Champions. Dopo 133 presenze, 4 gol e 22 assist è addio.

Oh cazzo, cosa ho fatto??”. Fuori dal campo Gregory è un personaggio assoluto. Il suo primo “eccesso” a 14 anni, quando l’Ajax decise di punire il suo carattere ribelle spedendolo ad Haarlem: E’ un periodo della mia vita a cui penso ancora oggi. Ero stato all’Ajax dai 7 ai 14 anni, mi accorsi dell’errore che avevo fatto quando ormai era troppo tardi: sono cresciuto e mi sono calmato rapidamente”. E le prestazioni spinsero i “lancieri” a riprenderselo. Il debutto l’11 marzo 2007, al posto del monumento Jaap Staam: “L’Ajax è la mia squadra ideale, quella del cuore”.

“Fare il cantante? E’ qualcosa a cui ho pensato, ma non era il mio sogno. Amo ancora la musica, ma sono realistico e non voglio cimentarmi nell’industria musicale o proporre musica. Non ho il talento per questo, quindi mi accontento di ascoltarla e andare ai concerti. Mi piace molto Drake e J. Cole e Chris Brown scrive anche alcune grandi canzoni. Ci sono molti artisti che mi piacciono“. La passione gli è costata circa 4 milioni di euro appena qualche mese fa: Purtroppo ho incontrato una persona con cattive intenzioni. Mi ha detto che stava tirando in ballo Justin Bieber ed il pugile Floyd Mayweather, quei nomi mi hanno ingannato”.

L’altra passione? I tatuaggi: “Fa parte della cultura odierna. Oggi i giovani stanno diventando sempre più tatuati. Io ho iniziato con un tatuaggio e dopo ne ho aggiunto un altro e un altro ancora. Il primo tatuaggio era il mio nome, sul braccio destro, appena sopra il polso: avevo 18 anni. Quando ero minorenne mia madre non mi permetteva di farli… Fa parte del mio stile di vita. Mi piace ascoltare l’hip-hop e mi piace fare tatuaggi: il colore della mia pelle è perfetto per farli”. Belle macchine e belle donne completano il quadro…

Spazio per il campo? Certamente sì: “Nulla del mio gioco è perfetto, tutto è da migliorare. Mi piace giocare, allenarsi per poi non scendere in campo è difficile. Sono un assistman, mi piace inserirmi all’interno degli spazi e le squadre con un’attitudine offensiva sono perfette per me”. Il mercato dice che il Cagliari è vicino a Pavoletti. Con “Greg” a sfornare assist sulla fascia, anche il “Pavoloso” potrebbe recuperare il tempo perduto. E i due potrebbero ritrovarsi il prossimo maggio entrambi con un biglietto in mano. Destinazione? Russia…

Francesco Caruso

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