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Doppietta all’esordio nel Mondiale U17: chi è Oboavwoduo, “The Goal Machine”

E’ iniziato nel migliore dei modi il Mondiale U17 di Justin Oboavwoduo, attaccante della nazionale inglese e del Manchester City U21. Il 17enne, nella gara d’esordio contro la Nuova Caledonia, ha realizzato due dei dieci centri che sono valsi la vittoria ai ragazzi di Ryan Garry. 

L’U21 del City e la nazionale: ecco Oboavwoduo

Due gol, uno per tempo. È stato questo il biglietto da visita di Oboavwoduo al Mondiale U17. Il primo centro lo mette a segno al 30′, grazie a una conclusione da posizione ravvicinata. Quindi il raddoppio, al 57′, su assist di Josh Acheampong. 

Quello di Justin è un nome già conosciuto in Inghilterra. Titolare nella formazione U21 del Manchester City dopo essere stato un pilastro della formazione U18 (23 gol in 26 presenze), Oboavwoduo è un attaccante molto duttile. In campo, infatti, non occupa solo il ruolo di prima punta. Ma può essere impiegato anche come esterno. E a dare man forte alla tesi sono i numeri. In sei giornate di Premier League 2, il classe 2006 – entrato nell’Academy del City a soli 8 anni – è andato a segno tre volte partendo proprio dalle corsie laterali.  

 

Oboavwoduo, i numeri in Premier League 2

Nel 4-4 contro il West Ham U21, Oboavwoduo è stato schierato ala destra nel 4-3-3 e ha messo a segno una doppietta. Nella sconfitta 2-4 contro il Derby County U21, invece, il 2006 ha realizzato un gol partendo da destra nel 4-2-3-1. Insomma. La duttilità è il suo pezzo forte. E con il giusto mix di eleganza, potenza e precisione può confermarsi un vero talento da tenere d’occhio. In Inghilterra lo chiamano “The Goal Machine” (la macchina da gol). Che il Manchester City abbia già trovato il nuovo Erling Haaland? Solo il tempo saprà darci la risposta.

Davide Balestra

Nato nel 2000 a San Benedetto del Tronto. Di sangue metà pugliese e metà marchigiano ma con inflessione dialettale praticamente neutra. Figlio della Generazione Z, la stessa che ha partorito calciatori del calibro di Haaland, Vinícius Júnior o Tonali. Al tentativo di replicare le loro giocate sul campo di calcetto ho preferito il portatile o il microfono, quest’ultimo, da un po’ fedele compagno di viaggio. Poca retorica: le emozioni che trasmette un campo di calcio non sono quantificabili. E a me piace raccontarle, che sia attraverso una tastiera o una telecamera puntata in volto. Ansie, timori e paure fanno parte del percorso. Cerco di superarle con umiltà, virtù che, con il tempo, sto rendendo un mio mantra.

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