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Non è brasiliano ma…i gol che fa, son solo belli. Locatelli e un’altra serata da favola, Juventus K.O.

Non è brasiliano ma quelli che fa sono solo belli. Locatelli. La rima che bacia questo Milan -issimo. Giovanissimo, nuovissimo, a tratti bellissimo. Altro che bello. Guardare la rete del Manuel rossonero alla Juventus prima in classifica, dopo stasera a meno due: ‘boom’ sotto il sette e Buffon battuto. Pietrificato. Buffon (!!!). Due tiri nello specchio da quando gioca in A e due gol, entrambi all’incrocio. Tanto imprendibili quanto fantastici. Cose da predestinato. Vida “Loca” per un Montella che ci ha scommesso e gli ha dato fiducia, senza pensarci su. Giovanissimo e promettentissimo, serve altro? Perché ricordiamolo: la voce “data di nascita”, sulla carta d’identità di Manuel Locatelli, recita 8 gennaio 1998.

Si è presentato alla gara contro la Juventus pronto a scendere in campo, da titolare, per la terza volta nella sua ancora breve carriera. E dire che lo scorso aprile, quando sulla panchina del Milan sedeva ancora Sinisa Mihajlovic, era stato letteralmente ad un passo dall’esordio in Serie A: tuta tolta, via la pettorina e avvicinamento a piccoli passi alla linea del centrocampo, con il quarto uomo e la lavagnetta in mano pronti ad attenderlo. Allora, però, fu solo una breve e splendida illusione, frutto di un malinteso della panchina con Montolivo che il cambio, a 20’ dal termine, non lo aveva mai chiesto.

Oggi, altra storia. Perchè quel capitano rossonero che vedeva come modello ed idolo già dal 2012, con tanto di commento su uno stato della sua pagina ufficiale Facebook, è stato costretto a dare forfait per tanto, troppo tempo: un legamento crociato che fa crack e, dall’altro canto, la grande occasione per dimostrare a tutti (dal 1’) le qualità di un baby regista che dal lontano 2014, quando aveva ancora 14 anni, faceva già impazzire Allegri. Al quale oggi, nonostante i grandi attestati di stima, ha dato un discreto dispiacere…

Mai pago di regalar perle, Loca. Qualche passaggio sbagliato, un pizzico di emozione che si fa ancora sentire, ma gol pesanti. Pesantissimi. Dal sinistro al destro, da una porta all’altra, da un incrocio all’altro. Dal Sassuolo alla Juventus. Prendendosi le standing ovation di San Siro, sognate da bambino nel campetto in ghiaia del suo oratorio di Pescate e ora pura e semplice realtà. Insieme ad esultanze pazze e gol decisivi da brasiliano. Splendidi, belli. Firmati Manuel Locatelli.

Simone Nobilini

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