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“Noi ci crediamo”. Vigilia della notte del Bernabeu allo Juventus club di Madrid, tra birre, cori e….Ravanelli

Essere juventini a Madrid. Dura dopo Cardiff. Ferita che resta, cicatrice che si ripara. E per curarla, è meglio stare insieme. Per questo nella capitale spagnola, alla vigilia dell’ottavo di finale col Tottenham, è nato un club di tifosi bianconeri. Tutto ruota intorno alla passione di un gruppo di ragazzi che lavorano e studiano in città. A lanciare l’idea, quasi per caso, è stata Astrid, ragazza di Civitanova, in città da un paio di mesi. “Ho scritto nel gruppo Facebook ‘Italiani a Madrid’ se c’era un posto per vedere la partita con gli inglesi. Da lì è nato tutto”. Sui social ha come immagine del profilo una foto di Del Piero, perché “è lo spirito Juve in persona: semplice ed elegante”.

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Il milanese Joseph è il presidente. Alla vigilia della sfida di ritorno con il Real, ha organizzato una cena in una pizzeria del centro per compattare gli 80 ragazzi del gruppo. “Domani il Bernabeu deve tremare. Noi non ci arrendiamo mai. Possiamo fare l’impresa”. Tanto ottimismo nei pronostici. “Passiamo noi, fidati. Se ci ha creduto la Roma perché noi non dovremmo crederci?”. Vito da Salerno è sicuro: “Finirà 3-0”. Stessa idea di Michelle, educatrice e tifosa siciliana.

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Lavoratori, Erasmus, sognatori. Hanno maglie degli idoli di oggi e di ieri. E negli occhi la voglia di una rivincita che aspettano da mesi. Il fantasma di Cardiff aleggia, ma viene sovrastato dalla voglia di scrivere una storia nuova. Chi come Emanuele vive qui da sette anni sa come si festeggia al Bernabeu. “È dura, soprattutto perché ci temono. Quando è uscito il sorteggio, gli amici madridisti erano terrorizzati”.

Birre, pizze e cori. E l’emozione di avere la presenza di Fabrizio Ravanelli, leggenda bianconera e ospite d’onore dei fan club ufficiali nati in Europa. I ragazzi lo sommergono di richieste di selfie e ricordano con lui l’ultimo trionfo europeo bianconero. La notte di Roma, 1996: gol contro l’Ajax in finale di Champions. “Ho realizzato il mio sogno: alzare quella coppa con la mia squadra del cuore. Un’emozione pazzesca”. Da quel giorno, la Juve non ha più vinto in Europa. Per farlo già quest’anno, serve un miracolo al Bernabeu. “Dobbiamo crederci. La storia ci ha insegnato che queste rimonte impossibili possono accadere”. Mentre Ravanelli parla, arrivano le notizie da Roma.

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“Il calcio è strano, vedi?”. Anche la Juve sogna una notte così. Come quella di Roma del ‘96 e come quella della Roma di ieri. Un’impresa da eroi. I ragazzi del club vanno a dormire pieni di speranze. Tra qualche ora al Bernabeu proveranno a sognare a occhi aperti. Fino alla fine, sperando che non sia davvero la fine del viaggio.

Claudio Giambene

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