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Napoli, Sarri: “Se non giocassimo così mi annoierei. Insigne? Sarebbe bello che un napoletano diventasse la bandiera della squadra”

Dopo i tre gol rifilati alla Juventus in settimana, il Napoli si è ripetuto stasera: 0-3 in casa della Lazio con i biancocelesti schiacciati dalla squadra di Sarri, che continua a tallonare la Roma in ottica secondo posto. Sulla partita di stasera e sulla sua propria filosofia si è espresso così lo stesso allenatore azzurro, intervenuto così a Sky Calcio Club: “Stiamo facendo un percorso, visto che abbiamo preso tanti giovani. Abbiamo cercato di dare una forte identità a questa squadra, che magari è meno versatile rispetto ad altre, ma abbiamo sicuramente la nostra identità. Nel girone di ritorno abbiamo fatto gli stessi punti della Juventus, ma vorrei solo prendere qualche gol in meno, esprimendo questo tipo di calcio. Se non esprimessi questo gioco personalmente mi annoierei. Oggi abbiamo disputata la partita come se fosse una giocata al San Paolo, anche perché loro ci hanno aspettato molto bassi, provando a puntare sulle ripartenza. In questa partita siamo riusciti a fare 3-4 azioni di grande livello. Il rendimento esterno? Era prevedibile visto il valore della squadra, ma non così prevedibile. Non dimentichiamo che abbiamo perso Milik, visto la sua sfortunatissima annata e visto anche il rendimento di Pavoletti. E’ un giocatore molto migliore di quello che ha fatto vedere, ha pagato un pò il nostro modo di giocare, un pò il suo brutto infortunio. Io penso che il calcio sia fatto di tanti luoghi comuni: a Empoli mi dicevano che giocavamo troppo bene per salvarci, ma dove è scritto che giocando male si fanno più punti? Penso che la nostra squadra se giocasse peggio farebbe molto meno punti. Insigne o Dybala? Io mi tengo Insigne, perché è napoletano e mercoledì ho visto meglio lui del calciatore bianconero. Lorenzo è un talento straordinario, mi piacerebbe tantissimo che un ragazzo napoletano diventasse la bandiera del Napoli. Il calcio è fatto anche di sentimento, non solo di numeri. Io sono nato a Napoli, ma poi sono stato 50 anni fuori. L’allenatore è come il pesce, dopo un pò puzza…”

Redazione

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