È finita com’era cominciata. Con Dries Mertens in un taxi circondato da tifosi azzurri pronti a saltare e a cantare per il proprio beniamino dopo la vittoria della Coppa Italia. È stato un mercoledì lunghissimo quello dell’attaccante belga, partito col volto carico dalla stazione di Napoli al mattino perché già conscio di quello che sarebbe stato. Due gli appuntamenti importanti: l’incontro con il presidente Aurelio De Laurentiis e poi la finale di Coppa Italia contro la Juventus in un Olimpico deserto per la prima volta in un’occasione così importante.
CAMERA CON VISTA RINNOVO Il patron azzurro aspetta Dries in una stanza d’albergo a Roma: le ultime ore sono state concitate, ma sono servite a chiarire ogni aspetto del nuovo contratto che legherà l’attaccante ai colori azzurri almeno fino al 2022. Nell’hotel della Capitale ci sono proprio tutti: Aurelio De Laurentiis col figlio Edo, Cristiano Giuntoli e l’uomo dei contratti Chiavelli ad aspettare Dries e Stjin Francis, l’agente del belga che ha curato tutta l’operazione nei minimi dettagli. La firma e l’annuncio, con un video social pronto a far impazzire ancor di più i tifosi che già lo adoravano: “Chi non ama Napoli non sa cosa si perde” dice Mertens nel suo video messaggio, due minuti di amore in sintesi per questi primi sette anni d’azzurro. Poi la gara, l’ora più importante: Dries non è al 100% ma in campo ci va: “Gioco anche se devo stringere i denti” aveva detto a Rino Gattuso sabato sera contro l’Inter e il concetto non è cambiato contro la Juve. Un’ora in campo abbondante, poche occasioni indimenticabili, poi la sostituzione e il cambio ruolo, da primo attaccante a primo tifoso. Dries segue in piedi il resto della gara, incita i compagni e dà indicazioni tattiche nel silenzio assurdo della notte di Roma. Stringe i denti al momento dei rigori ma è il primo ad abbracciare l’alter ego Milik quando il polacco trasforma il rigore decisivo.
L’ABBRACCIO A RINO La Coppa al cielo grazie anche alle parate di Meret e le mani di Mertens su Rino Gattuso: il rapporto tra i due sembra già speciale, un lungo abbraccio al fischio finale lo certifica. L’allenatore azzurro si è esposto con la società, ha chiesto a De Laurentiis uno sforzo importante per tenerlo ed è stato accontentato. Nel bus che riporta la squadra alla stazione Termini Dries è mattatore, lo sarà anche nel treno charter del ritorno. Anche a lui piacerebbe festeggiare coi tifosi che nel frattempo hanno occupato le strade del centro ma deve “accontentarsi” della festa privata che i napoletani stanno per fargli. Prende il telefono per filmare tutto, chiede al tassista di rallentare per godersi quegli istanti di gioia al rientro. “Olé olé olé, Ciro Ciro” il coro dei napoletani che ormai lo trattano come uno di famiglia e sperano che quel video messaggio del belga sia beneaugurante: “Non è ancora finita, la nostra storia continua”.
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