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Insigne e il rigore per riprendersi la sua Napoli

Doveva essere la sua serata, ed è stato così.

Lorenzo Insigne ha messo le basi per un nuovo inizio, sia da un punto di vista personale che di squadra. Quel rigore segnato in extremis, simbolo delle responsabilità di un capitano, ha scatenato una positiva reazione a catena, per ridare a tutto l'ambiente serenità e fiducia nell'avvenire di questo Napoli. "Sono contento perché per il ruolo che ho è stata una cosa importante. Tengo tanto a questa maglia e voglio fare di tutto per portarla in alto" ha detto il giocatore al termine della gara, intervistato da Sky Sport. 

Cambia l'esecuzione dal dischetto: niente più conclusione a incrociare ma una finta per calciare al centro della porta. L'urlo liberatorio, la maglia tolta e poi regalata ai tifosi al termine della gara. Un calumet della pace, accettato, che vale più di mille parole dopo il rigetto della maglia di Callejon a Frosinone. I fischi al momento della sostituzione con l'Arsenal fanno già parte del passato, specialmente perché negli scorsi giorni il giocatore ha incontrato, con il suo procuratore Mino Raiola, il presidente De Laurentiis, il direttore sportivo Cristiano Giuntoli e Carlo Ancelotti. Insieme hanno concordato la volontà di proseguire insieme, rinviando magari a un secondo appuntamento ogni discorso relativo ad un eventuale rinnovo di contratto. "Sono solo in attesa del presidente, perché io ho dato la mia piena disponibilità a restare. Abbiamo chiarito tutte le incomprensioni, ora spero che arrivi presto la firma" ha spiegato.

D'altronde, per Insigne l'azzurro è più di una semplice maglia. L'ha dimostrato, nei momenti favorevoli ma soprattutto in quelli che non lo sono stati, dove le sue reazioni erano notevolmente più esasperate rispetto a qualsiasi altro calciatore. C'è formalmente la sua firma, dunque, sulla certezza aritmetica del secondo posto del Napoli, che ora 10 punti di vantaggio sull'Inter quando mancano solo tre partite alla fine del campionato. Il piazzamento era quello atteso, previsto, a fronte di una Juventus che ha dimostrato un'incolmabile superiorità quest'anno in Serie A. Da adesso, ad ogni modo, la società potrà gettare le basi per il prossimo anno, ripartendo da alcune certezze: una di queste è, ora più che mai, Lorenzo Insigne.

Salvatore Malfitano

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