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Mourinho: “A Roma non mi è piaciuto essere l’unico volto del club”

Dopo poco più di tre mesi dal suo addio alla Roma, José Mourinho è tornato a parlare. L’allenatore portoghese ha rilasciato una lunga intervista al The Telegraph e, tra i vari argomenti affrontati, ha parlato anche del suo futuro e della sua esperienza in giallorosso.  

Come già dichiarato in alcune precedenti interviste, Mourinho ha ribadito di essere pronto per una nuova avventura. Questa volta, però, l’allenatore portoghese ha spiegato cosa vuole dal suo prossimo club: “Non è che io abbia paura di lavorare con club non ‘fatti per vincere’. Il mio lavoro è cercare di trasformare i club in quelli ‘fatti per vincere’. Ciò che potrebbe davvero fare la differenza è quanto il club mi vuole. Quanto la società ha bisogno di una persona e di un allenatore del mio profilo. L’unica cosa che voglio è che i traguardi e gli obiettivi vengano stabiliti da tutti in modo equo. Non posso andare in un club dove, per via della mia storia, l’obiettivo è vincere il titolo. No. L’unica cosa che voglio è che sia giusto”.  

Le parole di Mourinho sul suo futuro e sulla Roma

Poi, ha aggiunto: “Quello che voglio dire è che le persone dovrebbero guardarmi come guardano gli altri allenatori. Quello che è importante per me è che il club abbia degli obiettivi. Non voglio dire realistici, ma almeno semi-realistici. Perché quando andai alla Roma nessuno sognava una finale europea eppure l’abbiamo fatto. Non è possibile che io vada in un club quasi retrocesso e l’obiettivo è vincere la Champions League. Non è giusto”.   

Parlando del suo futuro, Mourinho ha spiegato alcune difficoltà che ha incontrato allenando la RomaIo voglio essere allenatore. Lavorare con la squadra, concentrarmi sullo sviluppo dei giocatori, sulla preparazione delle partite. Fortunatamente l’ho fatto nella mia carriera. Purtroppo, ho avuto altre situazioni in cui dovevo essere molto più di un allenatore. Quando sei più di un tecnico, non sei un buon allenatore. Dopo la finale di Europa League che abbiamo perso, nelle circostanze in cui abbiamo perso, pensi che fossi contento di quello che ho provato? Pensi che fossi felice di essere il volto del club e andare in conferenza stampa per parlare degli eventi che sono accaduti? No, mi è dispiaciuto andarci”.   

Nel corso della sua intervista, l’allenatore portoghese ha parlato anche di un’altra sua ex squadra, il Manchester United“Ci sono ancora un paio di giocatori che io non volevo già cinque o sei anni fa. Credo che rappresentino un po’ quello che io considero non il miglior profilo professionale per un club di una certa dimensione”.

Redazione

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