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Roma, Mourinho: “In estate ho rifiutato una super offerta”

Intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della gara tra Roma e Frosinone, José Mourinho ha parlato dell’inizio a rilento dei giallorossi e non solo. Nell’ultima giornata di Serie A è arrivato un sonoro 4-1 contro il Genoa.

 

 

Roma, la conferenza di Mourinho alla vigilia della gara con il Frosinone

L’allenatore ha iniziato parlando del delicato momento della squadra: Dobbiamo vincere, non dobbiamo cercare alibi. Abbiamo avuto tre partite prima di finire il mercato, dove quell’unico punto ci ha lasciato in una situazione che penso abbia lasciato un peso in molti giocatori. Ho pensato che dopo la bella vittoria contro l’Empoli e quella in Europa League quel peso sarebbe uscito. Purtroppo non è successo e abbiamo pareggiato contro il Torino. Abbiamo giocato bene ma è stato un punto negativo. A Genoa mi aspettavo continuità ma non è successo e con i cambi la situazione è peggiorata ancora di più. La squadra ha perso stabilità e abbiamo preso su gol palla inattività”.

 

 

Ora dobbiamo avere il coraggio di entrare in campo – ha continuato -, di accettare il supporto dei tifosi romanisti o il loro scontento. E dovremo rispettarlo e giocare contro una buona squadra che sta molto bene”.

 

 

Sul possibile rinnovo: Stiamo parlando di una situazione ipotetica. Non mi piace parlarne. Qualche mese fa c’era il dramma che io potessi andare via. A Budapest ho detto alla squadra e ai tifosi che sarei rimasto. Durante l’estate ho ricevuto la più grande offerta che un allenatore abbia mai ricevuto e l’ho rifiutata per la parola data. Ora sembra che io sia un problema e non lo accetto. Fino al 30 di giugno 2024 io sono qua a lottare ogni giorno per giocatori, società e tifosi. Se Friedkin non mi dice di andarmene io fino a quella data rimarrò qui”.

Sul ruolo di Cristante: “Il FFP ci costringe a prendere decisioni difficili. Quest’anno non abbiamo Kumbulla e Ibanez, ora con l’infortunio di Llorente siamo rimasti in tre in difesa. Ci ha messo in difficoltà. Ma non deve essere un alibi. Bryan in questo momento è un giocatore che ci da di più. Dybala? Dite sempre che è stanco, immaginate se giocasse ala. Mi aspetto di più dai giocatori“.

Sulle difficoltà del terzo anno in panchina: Non ci sono differenze, che sia il primo o il terzo. Ho amici che ho conosciuto a 5 anni e che dopo 60 anni sono ancora amici. Non ci sono problemi. Quando non senti l’amore il rapporto finisce. Ci sono squadre che possono cambiare giocatori e allenatori quando ci sono problemi, qui non si può. Il problema non sono gli anni ma il rapporto, e qui il rapporto è ottimo”.

Mossa alla Mourinho per risolvere i problemi? Ora dobbiamo isolarci. Una cosa è isolarsi perchè gli altri non ti vogliono, un’altra è scegliere di esserlo. Il mio caso è il secondo, perchè ora c’è tanta gente che parla e dice la sua e io ho bisogno pensare e decidere da solo“.

Redazione

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