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Colpani col piede “sbagliato” e il portafortuna Lucca: Monza-Udinese, un punto a testa

Monza-Udinese era stata l’ultima partita di Silvio Berlusconi all’U-Power Stadium. Era finita 1-2, era l’Udinese di Sottil e a Monza c’era Stroppa. I biancorossi facevano fatica alla prima stagione in massima categoria, i friulani erano la sorpresa del campionato. Stavolta è 1-1: segnano Colpani col piede “sbagliato” e Lucca, al secondo gol in Serie A. 

Il ritorno di Cioffi sulla panchina dei friulani non aiuta l’Udinese a uscire dalla zona retrocessione, né a trovare la prima vittoria stagionale: dopo il successo del Cagliari, i bianconeri sono gli unici insieme alla Salernitana a non aver mai ottenuto i tre punti in questa Serie A. 

Monza-Udinese 1-1: a Colpani risponde Lucca

Per il Monza Colpani è l‘uomo in più di quest’anno. Tecnica, inserimento e un feeling speciale con l’Udinese (terzo gol consecutivo). Tutti e cinque i gol stagionali sono arrivati in casa: questo forse è il “meno bello”, ma ci aveva abituati bene. Nel gol che decide la partita c’è anche la giocata di Kyriakopoulos, al primo assist in biancorosso. Non abbastanza (per ora) per non far rimpiangere Carlos Augusto, ma l’ovazione dei diecimila di Monza è anche per lui, che esulta come se avesse segnato. Intanto il “Flaco” capisce di aver segnato di destro, col piede “sbagliato”, e scoppia a ridere coi compagni. 

Dall’altra parte Cioffi aveva scelto i suoi “fedelissimi”: Pereyra seconda punta, Success e non Lucca. Eppure è proprio l’ex Pisa e Ajax, al secondo gol in Serie A, a dargli il primo punto di questa sua seconda esperienza all’Udinese. Segna nello stesso stadio del primo gol in Under 21, davanti agli occhi dell’ex CT Paolo Nicolato, presente in tribuna. Cioffi lo abbraccia a bordo campo: l’esultanza di Lucca carica anche lui, e l’abbraccio assomiglia a un ringraziamento. L’Udinese sale a sette punti, alla pari con l’Empoli. Un solo punto, ma che può significare ripartenza. 

Andrea Monforte

Classe 2000, monzese (d’adozione), studio Lettere a Milano. Un’indomita ed ereditaria passione per lo sport (calcio, ovviamente, ma anche ciclismo), declinata in “narrazione” tecnica e sentimentale: la critica della complessità come antidoto alla semplificazione. La vaghezza del ricordo personale ha reso l’azzurro del cielo di Berlino 2006 un’indelebile traccia mitologica. Sono nato lo stesso giorno di Ryan Giggs e di Manuel Lazzari, ma resto umile.

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