All’U-Power Stadium di Monza il Como di Fabregas passa 1-3: decisive le reti di Ikoné, Diao e Vojvoda
“Sia benedetto il calciomercato invernale” penseranno dalle parti di Como. Ikoné, (il solito) Diao e Vojvoda decidono il “derby della Brianza” a Monza.
Da Napoli all’U-Power Stadium: dopo un mese senza vittorie, la squadra di Fabregas riscopre il sapore dei tre punti supportati dai “nuovi”.
Prima subisce il gol, poi recupera e comanda il gioco. La costante della stagione dei biancoblù è sempre la stessa: la squadra di Fabregas dimostra di poter perdere e vincere contro chiunque. Una cosa è certa: con il Como non ci si annoia mai.
La difesa non dà garanzie, ma la fase offensiva produce. Segna. E incide.
Il suo biglietto da visita in maglia Como è un capolavoro sotto l’incrocio: aveva servito l’assist contro l’Empoli, ora è arrivato anche il primo gol. Fabregas non ha mai avuto dubbi sul suo utilizzo: “Vojvoda è molto importante per il nostro calcio”. Arrivato a gennaio dal Torino, il suo inserimento è stato graduale (a causa di una lesione muscolare al polpaccio) e ragionato. Oggi è indispensabile e sempre più prezioso.
Il calcio come riscatto e nuova luce. La paura della guerra vissuta con i propri occhi in Kosovo, poi la fuga in Germania, il rientro forzato in patria e la prigionia di padre, fratello e sorella in Repubblica Ceca. “Abbiamo vissuto nei boschi per alcuni mesi per sfuggire alle bombe, abbiamo lottato contro la fame e la sete. Dormivamo sotto le stelle”. Il Belgio diventa la sua seconda casa: Vojvoda inizia, così, una nuova vita e una carriera da professionista. Fino ad arrivare in Serie A. Non solo giovani promesse e star del futuro: questo Como ha bisogno anche di veri uomini. Come Vojvoda.
Il Como vola con le sue ali. Le ali di un progetto che è destinato a farsi sempre più grande, prospettico, consapevole. E le (nuove) ali di Cesc Fabregas: Assane Diao e Jonathan Ikoné. I due acquisti di gennaio con i loro gol sono stati decisivi per la vittoria a Monza. Ma il valore del loro arrivo va ben oltre le due reti nel pomeriggio brianzolo. Il senegalese e il francese, infatti, hanno rappresentato nuove possibilità tecniche e tattiche negli equilibri del Como. Possibilità ancor più coerenti con l’idea e la filosofia di gioco dell’allenatore spagnolo.
“Finalmente è arrivato un giocatore che può dare profondità: un esterno così ci mancava”, il commento di Fabregas dopo l’arrivo di Diao. “Quando ho affrontato Ikoné da calciatore ho pensato: che talento! Quando vedo calciatori come lui che non trovano molto spazio, dentro di me sento che devo dargli una mano. Se ha capito il messaggio e se torna l’Ikoné che io conosco, sarà una grande scoperta”, le parole per Ikoné. Un incontro, quello tra il Como e i due giocatori, che ha fatto bene a tutti. Per la crescita della squadra, per quella dei singoli, per quella del progetto. Avanti, ad ali spiegate.
A cura di Nicolò Franceschin e Lorenzo Bloise
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