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Difesa a 3, pressing e aggressività: Bocchetti, l’allievo di Gasp e Juric che prova a salvare il Monza

Salvatore Bocchetti (Credits: Mirko Barbieri)

La “missione” salvezza del Monza è ufficialmente affidata a Salvatore Bocchetti.

La sconfitta contro la Juventus all’U-Power Stadium ha indotto infatti la dirigenza biancorossa al cambio in panchina.

Via Nesta, al suo posto un altro ex difensore, che ha vestito tra le altre le maglie di Genoa, Rubin Kazan, Spartak Mosca, Milan e appunto Hellas.

Alla guida dei veneti, con cui ha definito la risoluzione del contratto, Bocchetti ha ottenuto la salvezza del 2022-2023 in tandem con Zaffaroni.

Nesta, allenatore del Monza (Imago)

Bocchetti al Monza: la salvezza già ottenuta a Verona

Classe ’86, di Napoli come Palladino, Bocchetti conosce già Adriano Galliani. Da dirigente del Milan, lo acquistò nel gennaio 2015, in prestito dallo Spartak. Ora gli affida una squadra in difficoltà: il compito primario è conferire sicurezza e autostima a un gruppo che, dopo due anni di Serie A, rischia la retrocessione.

Dovrà fare proprio come a Verona, quando non si scoraggiò nemmeno dopo la serie di sconfitte iniziali (6), e continuò a credere in una squadra che a fine stagione avrebbe giocato (e vinto) il playoff salvezza contro lo Spezia.

Le idee e il modulo di Bocchetti

Bocchetti ha un credo tattico ben definito: difesa a 3 come Tudor e come Juric, a cui si ispira, il modulo di partenza è il 3-4-2-1. L’aggressione e il pressing a tutto campo, altra cifra distintiva, sono lezioni apprese da Gasperini: dal 2008 al 2010, al Genoa, l’ha avuto come allenatore e tanto basta per considerarlo un altro dei suoi “figli adottivi” approdati in Serie A.

Il Verona aveva puntato sull’ex allenatore della Primavera, rinnovandogli il contratto per altre cinque stagioni dopo appena una settimana in carica. Stima e fiducia mostrate anche dal Monza, che gli ha fatto firmare un accordo di due anni e mezzo (scadenza nel 2027). Ora Bocchetti cerca i primi 3 punti da capo allenatore in Serie A: la prima sfida è contro il Parma, poi arriva il Cagliari. Due partite da vincere per alimentare la speranza.

Andrea Monforte

Classe 2000, monzese (d’adozione), studio Lettere a Milano. Un’indomita ed ereditaria passione per lo sport (calcio, ovviamente, ma anche ciclismo), declinata in “narrazione” tecnica e sentimentale: la critica della complessità come antidoto alla semplificazione. La vaghezza del ricordo personale ha reso l’azzurro del cielo di Berlino 2006 un’indelebile traccia mitologica. Sono nato lo stesso giorno di Ryan Giggs e di Manuel Lazzari, ma resto umile.

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