Adrien Rabiot (IMAGO)
Le parole di Adrien Rabiot, centrocampista del Milan, sugli obiettivi stagionali dei rossoneri e non solo
Modric, Leao, Pulisic: tutti grandi trascinatori del Milan in questa stagione. Ma se ce n’è uno che ha dimostrato più e più volte quanto sia in grado di fare la differenza, quello è Adrien Rabiot. Il centrocampista francese, già leader della squadra, ha rilasciato un’intervista a Rivista Undici nella quale ha anche parlato di come sta andando la sua esperienza milanese.
“Mi aspettavo un impatto del genere. Sono venuto qui per questo, per aiutare la squadra, per dare tutto me stesso. Non sono un giocatore egoista, ma uno che lavora per il gruppo: penso al bene del collettivo, sia in campo che fuori. Sento di aver portato serenità tra i compagni di squadra e anche all’allenatore, che mi conosce e sa che sono affidabile. Poi non potevo immaginare che la squadra potesse andare così bene. Allegri è rimasto sempre lo stesso, forse più sereno. Con lui c’è l’ambizione di far bene, di dare tutto, di allenarsi al cento per cento e di giocare ogni partita come se fosse l’ultima””.
E, parlando come un veterano in squadra da diversi anni, l’ex Marsiglia ha dichiarato: “La fiducia in me stesso è sempre stata un tratto del mio carattere. Con il tempo, con l’esperienza, questa fiducia è cresciuta sempre di più. Questa è una cosa che voglio trasmettere anche qui, al Milan. Se siamo qui, vuol dire che siamo forti, che abbiamo qualità, e sono cose che dobbiamo dimostrare. Per questo è utile provare, a volte rischiare alcune cose, e per farlo bisogna avere fiducia in noi stessi”.
“Penso che giocatori come Modric, Maignan, anche uno arrivato da poco come Füllkrug, siano indispensabili per trascinare la squadra, ognuno a suo modo. Conoscevamo la qualità di Modric, mi ha stupito il fatto che sia in grado di correre per novanta minuti, avanti e indietro. A quarant’anni non è una cosa scontata, ha un fisico straordinario. Anche in cose come queste trovi serenità e fiducia“.
Dopodiché, Rabiot è tornato a parlare dell’impatto avuto anche nel resto della squadra: “Non credo che un giocatore possa cambiare una squadra, ma è vero che può dare un certo tipo di contributo. L’atteggiamento dei più giovani, va detto, è impeccabile, e questo in un gruppo è molto importante. È bello che tutti seguano la stessa direzione, questo è anche merito del mister, che dà tranquillità al gruppo, che ci fa fare le cose per bene, senza fretta, senza nervosismo”.
E per concludere, non ha nascosto la propria ambizione: “Voglio continuare a vincere, è per questo che gioco a calcio: per le sfide, per superare i limiti. Voglio scrivere il mio nome nella storia di ogni squadra per cui ho giocato: l’ho fatto al Psg e alla Juventus, al Marsiglia purtroppo non sono riuscito perché sono rimasto soltanto un anno. Adesso lo voglio fare al Milan: è un obiettivo importante per me. E poi penserò alla Coppa del mondo, vincerla è l’obiettivo più bello nella carriera di un calciatore“.
Fabregas (IMAGO) Le dichiarazioni dell'allenatore del Como Cesc Fabregas in vista della sfida contro il…
Il trequartista della Roma, Paulo Dybala Le condizioni dell'attaccante argentino che salterà la sfida contro…
L'attaccante della Juventus, Dusan Vlahovic Gli ultimi aggiornamenti sulle condizioni di Dusan Vlahovic in vista…
Le parole di Raphael Varane, oggi membro del Consiglio d'Amministrazione del Como, al Corriere della…
Dopo cinque stagioni intense al Parma, Dennis Man sta trascinando il PSV alla conquista dell'Eredivisie…
Cristian Chivu (IMAGO) Si avvicina il derby di Milano: a tre giorni dalla sfida, Chivu…