Zlatan Ibrahimovic, Milan (Imago)
Le dichiarazioni di Zlatan Ibrahimovic su RedBird e il Milan ai microfoni di GQ Italia
Zlatan Ibrahimovic, Senior Advisor di RedBird, è stato intervistato da GQ Italia, avendo la possibilità di raccontare la sua seconda vita, ovvero quella con ruolo dirigenziale.
Come ben noto, infatti, dopo il uso ritiro dal calcio giocato a 42 anni, lo svedese ha deciso di intraprendere un nuovo percorso ma sempre nel “suo” Milan, club con cui ha terminato la sua carriera.
“Oggi rappresento il Milan, rappresento RedBird“, sono state le prime parole di Ibrahimovic ai microfoni. “Non è più un one-man show. Non vengo qui per salvare nessuno. Sono qui per imparare dagli altri e aiutare a dare il meglio. Imparare. Aiutare. Teamwork“.
Ma non solo, l’ex attaccante ha raccontato anche di come la sua scelta sia stata dettata dalla volontà di Gerry Cardinale ad averlo proprio in RedBird. “È stato tutto merito suo“, ha confessato. Di seguito riportiamo le due dichiarazioni.
In occasione dell’intervista a GQ, dunque, Ibrahimovic ha raccontato il suo percorso di passaggio da calciatore a dirigente. Un cambiamento che lo svedese ha dovuto accettare, nonostante all’inizio non fosse convinto. “È stato tutto merito di Gerry. Quando ho smesso di giocare avevo 42 anni. Mi sono detto: Ascolta, devi essere realista. Devi accettare che non sei più quello di prima“.
Zlatan ha poi continuato: “Il problema più grande, il vero problema che ogni calciatore ha, è proprio questo: accettare la realtà e mettere da parte l’ego. Capire che hai superato la data di scadenza. Io l’ho fatto. L’ho accettato. E così ho trovato la mia pace. Da quel momento sono tranquillo. E quella era la parte più difficile“.
Continuando, poi, Ibrahimovic ha svelato dettagli anche sull’incontro proprio con Cardinale: “Voglio che tu sia in RedBird. Non nel Milan. In RedBird. Voglio che lavori con il Milan. Porta la tua esperienza. Impara l’altro lato del calcio, quello che non vedi in campo. La finanza, i numeri, come funziona tutto“.
“Sono uno che ama le grandi sfide – ha poi dichiarato Zlatan avviandosi alla conclusione -. Quando faccio qualcosa, deve essere una cosa gigante. Altrimenti non sento l’adrenalina, la pressione. E io ho bisogno della pressione. Le cose normali non mi piacciono”. A chiudere anche un messaggio ai tifosi rossoneri: “Non sono un dipendente del Milan. Io lavoro per RedBird. Ma la mia responsabilità è chiara: portare l’AC Milan dove gli spetta. Vincere“.
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