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Milan, Gattuso: “Per tornare in alto servono buoni giocatori, risultati, regole e senso di appartenenza. Quando arrivai io al Milan…”

Prima vittoria rossonera per il Gennaro Gattuso allenatore del Milan, quella di questa sera contro il Bologna grazie alla doppietta di Bonaventura. 24 punti e settima posizione ora per i rossoneri. Ha parlato così proprio Gattuso nel post partita ai microfoni di Sky Sport: “Il Bologna ci ha messo in difficoltà, dobbiamo migliorare in fase difensiva perché concediamo tanto, ci godiamo la vittoria ma la strada è lunga. Vincere serve a lavorare con tranquillità, a proporre cose nuove, a lavorare molto meglio. La squadra mi segue e mi ha dimostrato grande voglia ed è questo l’importante, ora pensiamo già al Verona mercoledì. Cosa serve a riportare il Milan in alto? Buoni giocatori, risultati, senso ci appartenenza, il fatto di avere delle regole perché gestire 24-25 giocatori non è mai facile e questa squadra è composta da giocatori forti. Non è per fare polemica perché nutro grande rispetto per Montella: palleggiamo bene ma questo non basta, serve avere una gamba importante e dobbiamo ritrovare una condizione fisica che permetta questo lavoro. Devo lavorare ancora tanto ma quando vedo che quando chiedi a qualcuno di fare 5’ di corsa sembra di scalare l’Everest invece ci perdi tempo sembra tutto più facile. Serve fatica e sacrificio poi da soli non bastano perché ci sono colleghi fenomeni e bisogna preparare bene le partite ma la squadra mi segue, vuole fare di più. Ho scelto 3-4 concetti e bisogna portare avanti quelli: negli gli ultimi 15 metri attaccare la profondità, dare più soluzioni a chi gestisce la palla, fare molte più preventive per non dare campo agli avversari. Stiamo ricercando tutto questo. In questa squadra non tutti hanno espresso il massimo, tra i quali gli attaccanti. Bisogna metterli in condizione e bisogna lavorare. Sono attaccanti, vivono per il gol”.

Sulla mentalità vincente del grande Milan da trasmettere ai propri giocatori: “Io ho ancora negli occhi Istanbul quando siamo usciti sia in Coppa Uefa sia in Champions col Galatasaray, c’erano giocatori come Albertini, Maldini e Costacurta che avevano vinto il mondo e piangevano. I tanti schiaffoni e le cazziate di quel Milan penso che a fine valevano tantissimi punti in più e mi hanno lasciato tanto. Quando arrivai al Milan vedevo le foto dei giocatori coi trofei in mano rosicavo perché nei primi 3 anni non ho vinto nulla e volevo lasciare qualche foto mia, poi mi è andata bene… Tante volte non nascondo che mi sono chiesto ‘che c***o ci faccio qua?’”.

Sui giocatori arrivati dal mercato: “Vado a vedere quelli che sono arrivati e ci sono giocatori che hanno fatto bene prima di arrivare qua e bisogna trovare a livello tattico la posizione migliore per tutti loro ma si parte dalla mentalità perché bisogna battagliare e dare una mano a tutti e poi i principi tecnico tattico fanno la differenza ma bisogna partire da questa base”.

Infine, una battuta su un Gattuso ‘accaldato’ in panchina nonostante la neve a San Siro: “Potevo stare in panchina pure a petto nudo…”.

Redazione

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