Di partite ne ha giocate tantissime, e anche quelle vissute da allenatore cominciano a diventare parecchie. Ma senza dubbio la più importante è quella che Sinisa Mihajlovic ha vinto con la leucemia. “Non sono un eroe e neppure Superman. Sono uno che quando parlava così, si faceva coraggio. Perché aveva paura, e piangeva, e si chiedeva perché, e implorava aiuto a Dio come tutti. Pensavo solo a darmi forza nell’unico modo che conosco. Combatti e non mollare mai” ha raccontato l’allenatore del Bologna al Corriere della Sera, nell’intervista di cui si riporta un estratto.
“Mi godo ogni momento, prima non lo facevo, davo tutto per scontato. Conta la salute, contano gli affetti. Nient’altro”.
“Non ci si deve vergognare della malattia. Bisogna mostrarsi per quel che si è. Volevo dire a tutte le persone nel mio stato di provare a vivere una vita normale, fossero anche i nostri ultimi momenti”.
“L’affetto mi ha aiutato molto. Ma ora basta. Non vedo l’ora di tornare ad essere uno zingaro di m…”.
L’intervista completa sul Corriere della Sera.
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