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Mihajlovic: “Bologna, questo sarà l’anno della scalata”.

La quarta stagione mi piacerebbe chiamarla «la scalata»”. Esordisce così Sinisa Mihajlovic sulle pagine del Corriere dello Sport. L’allenatore serbo, dopo la riconferma anche per la prossima stagione, traccia la linea per il futuro. “L’obiettivo sarà scalare posizioni, finire nella parte sinistra della classifica, far divertire i tifosi e rilanciare le nostre ambizioni, solo parzialmente messe in stand-by nell’ultimo campionato segnato dal Covid“.

 

 

Mihajlovic ha sempre avuto ciò in testa, senza pensare ad aspettare altri club. Infatti, l’allenatore ha spiegato che “la società mi ha proposto di vederci il 1 giugno per parlare della prossima stagione. Per me ci saremmo potuti vedere anche prima: la mia permanenza o meno a Bologna non dipendeva da altri club“.

UN APPUNTO SULLA MALATTIA

Tutto chiaro: Mihajlovic a Bologna ci rimane e ha davvero intenzione di realizzare ciò per cui è arrivato, fare la differenza. Sempre, con il suo carattere, nonostante tutto, anche nonostante la malattia che rischiava di allontanarlo dai campi di calcio: “C’è voluto tanto coraggio per superare la malattia e nello stesso tempo, grazie all’aiuto del club, dello staff e dei calciatori, guidare il Bologna a un campionato tranquillo. Quanti altri al posto mio avrebbero guidato la squadra da un letto d’ospedale tra un ciclo di chemio e l’altro?“.

 

 

Sono andato in panchina più morto che vivo – continua Mihajlovic. Avevo difese immunitarie bassissime, con mascherina e distanziato da tutti mi presentavo allo stadio e poi tornavo in ospedale a curarmi. Ho fatto cose quasi folli per il Bologna. Ma non mi piace doverlo ricordare“.

IL MERCATO DEL BOLOGNA

Un appunto importante, poi, l’allenatore serbo lo ha fatto anche sul calciomercato ormai imminente. “C’è la volontà di confermare tutti i nostri migliori giocatori e di coprire quelle caselle rimaste un po’ scoperte: il centrale di difesa e il centravanti“.

 

 

Se poi dovesse arrivare una super offerta per un nostro giocatore la valuteremo, ma l’idea è quella di tenere tutti. Andranno via vecchi guerrieri a fine contratto: da Palacio a Danilo ad altri. Ringrazio chi è stato con noi e ha fatto tanto per questa maglia. I cicli finiscono, il ricordo resta“, ha chiuso Mihajlovic.

UNO SGUARDO ALLE ALTRE PANCHINE DI A

Per concludere, poi, Mihajlovic ha offerto il suo pensiero personale anche sulle altre panchine di Serie A, che hanno subito un forte restyling nell’arco di queste ultime settimane, confessando che: “non sono ipocrita: mi avessero chiamato Juventus, Inter o simili, avrei ascoltato e pure accettato. Com’è normale che sia e, se qualche allenatore vi dice il contrario, vi prende solo per il c**o. Non ho mai preso tempo per aspettare proposte. Il Bologna, per tutto quello che rappresenta per me, non rappresenterà mai un piano B“.

 

 

Mi ha stupito l’addio di Conte – commenta Mihajlovic – capita raramente che chi ha vinto lo scudetto in modo così convincente si separi. Sono contento per Simone Inzaghi, è bravo e troverà un solco tracciato. Il colpo migliore è senza dubbio Mourinho alla Roma, sono stati bravi i Friedkin a fare tutto in fretta. La Juve con Allegri ripartirà di nuovo in pole verso lo scudetto. E poi Gattuso, Spalletti, Sarri… Le sfide in panchina si annunciano quasi più esaltanti di quelle in campo, ma la differenza la fanno sempre quelli con gli scarpini ai piedi“.

L’intervista completa sulle pagine del Corriere dello Sport

Redazione

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