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Il mosaico-Torino e gli occhi al Parma, Mazzarri: “Voglio continuità”

Il suo Toro è un mosaico. Che, senza presunzione, non vuole ancora dire essere un’opera d’arte. E poi è ancora alla ricerca della continuità. Walter Mazzarri presenta con questo tema l’anticipo di sabato 10 novembre, Torino-Parma. E lo fa perché ha le idee chiare in testa. Il Parma” dice l’allenatore del Torino in conferenza stampa, “ha grandi valori e giocatori importanti. Gervinho, per esempio, è un campione. Poi Inglese… È una squadra che in trasferta ha fatto molto bene, con due vittorie esterne a Genova e con l’Inter. Sa giocare bene di rimessa, dovremo fare una grandissima partita, scordandoci quanto fatto con la Sampdoria senza cullarci sugli allori. Io ho anche allenato Rigoni, che è molto forte; Barillà, Grassi… La classifica che ha rispetta l’organico stesso. Personalmente, poi, sfidare il Parma per me ha sempre significato grandi difficoltà. Ci vorrà una squadra attentissima che giochi come ha fatto nelle ultime tre gare, o faremo una gara diversa da quello che ci aspettiamo”.

Quello che non si deve vedere è il calo di concentrazione, appunto. “È la cosa più importante” ammette, “e ne parlerò anche oggi con la squadra. Festeggiare un giorno va bene, è giusto staccare un momento la spina, godersi la vittoria. Ma con la consapevolezza che non dobbiamo abbassare la guardia. Quello che siamo riusciti a fare a Genova e nelle partite precedenti dice che siamo stati in grado di fare un buon calcio, anche se ancora migliorabile. Il calcio è sempre figlio di episodi, ma noi dobbiamo essere consapevoli di chi siamo. Sono curioso anche io di sapere come faremo”.

Ecco perché la formazione non cambierà, se non per Meité che, squalificato, dovrà lasciare il posto a Berenguer o Soriano. “È l’unico dubbio. La mia squadra è un mosaico: ogni tassello serve, e cambiarne uno vuol dire cambiare tutto. Non per forza in peggio. Il tridente con Zaza, Belotti e Falque insieme? Io credo che in queste ultime tre partite la squadra abbia preso una fisionomia di gioco, tattica, di sincronismi che in questo momento possono essere anche cambiati, ma bisogna stare attenti. Noi siamo andati molto sull’organizzazione, il gioco, sia in fase attiva e passiva. Vedremo anche con l’ultimo allenamento. A me piace far giocare tanti attaccanti e giocatori offensivi, l’importante è che tutti facciano pressing, difendano e attacchino”. Proprio come il Gallo: “Ma la sua mancanza sotto porta non era derivata a una carenza di lucidità” dice. “Contro la Fiorentina abbiamo anche tirato di più rispetto alla Sampdoria, dove Andrea ha realizzato 2 gol. Dipende sempre da come si corre: il problema non era proprio quello“.

Quale fosse, non lo dice. È frutto di un lungo lavoro che sembra funzionare. “Niente proclami” però, “non mi piacciono. Noi dobbiamo e possiamo sempre fare bene, anzi ritengo che abbiamo margini di miglioramento enormi. Quella contro il Parma sarà la prova per capire se saremo una squadra che qualche volta vince bene e qualche volta no, o se invece saremo un gruppo che potrà convincere per tutto il campionato“. Per questo motivo ha deciso di non seguire Urbano Cairo nel suo giudizio alla squadra: “Lui dice che siamo da 7+? Il suo giudizio è importante ma è suo, io per ora mi concentro sul lavoro in campo“. Su una cosa, però, Mazzarri concorda con il suo presidente: “Sirigu è il migliore in Italia. Donnarumma è il futuro, Salvatore il presente“. Un messaggio molto chiaro a Mancini.

Valentino Della Casa

Sportivo più da pc che da campo. Amo raccontare il calcio, dividendomi tra Torino e Milano. Ma amo anche la mia seconda casa: il mondo della scuola. Mi piacciono i casi unici, gli appostamenti, le notizie dell'ultimo secondo. Pubblicista dal 2011.

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