A Roma si dice così: “Ti prendo a cavacecio”. Cioè sulle spalle, a cavalcioni, e spesso lo fanno i papà con i figli piccoli. Nel 2007 Mattia Peruzzi ha 5 anni, Angelo ha appena detto basta col pallone e lui è lì, sulle spalle del suo gigante preferito, dopo l’ultima partita all’Olimpico con la Lazio.
Mattia coi guantoni di papà e Peruzzi senior a salutare la curva. Oggi Angelo è il club manager della Lazio e suo figlio gioca in Primavera: sabato, contro la Roma, ha debuttato dal 1’ dopo una manciata di minuti nel derby d’andata. Il risultato l’ha premiato: 1-1 con parate importanti, non male per un 2002 all’esordio da titolare (sotto gli occhi del d.s. Tare e di Alessandro Matri).
Peruzzi jr ha 18 anni e gioca nella Lazio dal 2018, prima nell’U17 e poi in Primavera. Non è un titolare, nella gerarchia dei numeri uno biancocelesti è il terzo portiere dietro Furlanetto e Gabriel Pereira, ma i problemi fisici dei primi due gli hanno aperto le porte della titolarità. Mister Menichini ci crede e lo stima, anche perché Mattia è un lavoratore. Nell’ultimo anno ha fatto passi da gigante, soprattutto grazie al lavoro del preparatore dei portieri biancocelesti, Francesco Cioffarrelli.
I suoi punti di forza sono l’uno contro uno e la copertura della porta, un po’ come papà, e chi lo conosce parla di un ragazzo serio, educato, per bene, onesto, anche ironico. Mai una parola fuori posto e nessuna lamentela riguardo la gerarchia scelta dell’allenatore. Peruzzi sa che è il terzo portiere, quindi lavora e suda in silenzo. Curiosità: Mattia non è l’unico “parente d’arte” della Lazio Primavera, terzultima in campionato ma in finale di Coppa Italia. Ci sono Kais Nasri (cugino di Samir), Etienne Tare (figlio di Igli) e Romano Floriani Mussolini, pronipote di Benito Mussolini e figlio di Alessandra.
Qualcosa in comune col papà c’è: Mattia ha le stesse movenze di Angelo quando copre la porta o si prepara a parare, ma la curiosità è che entrambi sono stati allenati da Piergiorgio Negrisolo, scopritore di Peruzzi senior. Prima di arrivare alla Lazio, infatti, Mattia ha giocato diversi anni nell’ASD Blera, comune in provincia di Viterbo dov’è nato e cresciuto Angelo. Stessi consigli, stesse dritte e stesso mentore. Il tempo dirà dove potrà arrivare, intanto è sceso dalle spalle di papà.
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