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Un Marsiglia “Made in Italy”: i segreti dietro il successo di De Zerbi

Roberto De Zerbi, allenatore del Marsiglia, festeggiato dalla squadra

Massa salariale al ribasso, iniziative con le leggende del club e un totale ascolto nei confronti della tifoseria. E quanti italiani nello staff di RDZ…

“Bienvenue”. O meglio ancora, “Heureaux de vous revoir”. È un po’ questo, in sostanza, il messaggio che trapelava nei corridoi dello Stadio Océane. La casa del Le Havre, infatti, è stato il teatro del ritorno in Champions League del Marsiglia a due anni di distanza dall’ultima volta. Un progetto (quasi) tutto all’italiana. Partito da lontano. E che – nella serata di sabato 10 maggio – ha permesso al club francese di raggiungere la qualificazione nella massima competizione europea di calcio. L’artefice, nemmeno a dirlo, è l’allenatore Roberto De Zerbi. Ma chi c’è dietro quel “ragazzino” bresciano che, ad appena 45 anni, ha raggiunto un traguardo di tale rilevanza? L’Italia.

Coloro che lavorano nell’ombra. Ma nemmeno tanto. E che, grazie all’esperienza e al coraggio accumulato negli anni, hanno preso delle decisioni forti. A partire da Pablo Longoria, presidente dell’OM con un lungo passato in Italia. Dal dicembre del 2010 al giugno del 2013 lavora nell’Atalanta come osservatore. Al termine del rapporto lavorativo, lo spagnolo si trasferisce al Sassuolo, dove fino al luglio del 2015 occupa il ruolo di Direttore dell’Area Scouting. Il suo lavoro viene apprezzato e, dopo aver salutato i neroverdi, viene scelto dalla Juventus che lo nomina Responsabile Scouting fino a febbraio 2018.

Dunque, esperienza da vendere, no? Proprio Longoria, da quando si è insediato nel Marsiglia, ha dato fiducia a un altro “ragazzino”: Medhi Benatia. Il marocchino, che vanta una lunga carriera da calciatore – indimenticabili le parentesi con l’Udinese, la Roma e la Juventus – terminata solo nel 2021, occupa il ruolo di direttore sportivo. Con Fabrizio Ravanelli al suo fianco: l’ex attaccante della nazionale italiana (e tra le altre, anche dell’OM), occupa la mansione di consigliere. Ed è proprio da qui che nasce l’arrivo di De Zerbi. L’allenatore sceglie Marsiglia nel giugno del 2024. Una scelta forte. Presa da entrambe le parti. Da una parte c’è un club alla ricerca del riscatto. Dall’altra un giovane apprendista, che sceglie un OM senza coppe europee da giocarsi.

Una base solida. Fondata anche sulle ‘vecchie’ amicizie. Nello staff di De Zerbi, infatti, ci sono tanti connazionali. A partire da Andrea Maldera, Vice allenatore che ha accompagnato RDZ anche nelle sue avventura con l’Ucraina e il Brighton. A seguire: ecco Marcello Quinto (Collaboratore tecnico), Vincenzo Teresa (Preparatore atletico) e Marcattilio Marcattili (Preparatore atletico), tutti e tre – chi più e chi meno – hanno lavorato in passato con l’allenatore. E ancora: Marcello Iaia (Performance Manager), Roberto Malfitano (Direttore area scouting), Gianluca Santaniello (Consulente strategico) e Giovanni Rossi (quest’ultimo, con il quale ha lavorato a Sassuolo, lavora nel settore giovanile come Club Manager)

Marsiglia all’ “Italiana”: i numeri di De Zerbi

Il coraggio – spesso – paga. E i numeri, al di là della qualificazione in Champions League – lo certificano. In 35 partite tra Ligue 1 e Coupe de France, l’allenatore colleziona 20 vittorie, 5 pareggi e 10 sconfitte. Il tutto viene condito dai 78 gol realizzati e i 50 subiti.

Ma attenzione: l’occhio è sempre vigile. Anche sull’aspetto economico. Tra i segreti del ritorno in Champions League del club, infatti, c’è anche un importante abbassamento della massa salariale.

Marsiglia, il direttore sportivo Medhi Benatia

Trionfi dentro e… fuori dal campo: le strategie vincenti

Vanno bene i risultati raggiunti sul campo. Ma, come sottolineato anche in precedenza, il progetto del Marsiglia di De Zerbi non si pone limiti. Nella maniera più assoluta. Anche attraverso la fidelizzazione. Perché uno dei primi passi da compiere è proprio questo: ascoltare i tifosi. E l’OM lo sta facendo: vedasi gli spalti dello Stadio Vélodrome, puntualmente gremiti ogni fine settimana.

E tra i seggiolini è facile pescare anche le leggende del club. La società, infatti, porta avanti diverse iniziative con gli ex calciatori che hanno scritto pagine indelebili della storia del Marsiglia. Adrien Rabiot, Amine Gouiri e Pierre-Emile Højbjerg – tre dei protagonisti sul campo – hanno riportato la società in Champions League. E sognano di ripercorre le orme di chi, come Steve Mandanda o Mathieu Valbuena, hanno fatto impazzire di gioia il glorioso ‘Vélodrome’.

Davide Balestra

Nato nel 2000 a San Benedetto del Tronto. Di sangue metà pugliese e metà marchigiano ma con inflessione dialettale praticamente neutra. Figlio della Generazione Z, la stessa che ha partorito calciatori del calibro di Haaland, Vinícius Júnior o Tonali. Al tentativo di replicare le loro giocate sul campo di calcetto ho preferito il portatile o il microfono, quest’ultimo, da un po’ fedele compagno di viaggio. Poca retorica: le emozioni che trasmette un campo di calcio non sono quantificabili. E a me piace raccontarle, che sia attraverso una tastiera o una telecamera puntata in volto. Ansie, timori e paure fanno parte del percorso. Cerco di superarle con umiltà, virtù che, con il tempo, sto rendendo un mio mantra.

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