Le sue parole al Football Business Forum organizzato dalla Bocconi
San Siro. Un accordo con Milan e Inter che entra nella storia. “Lunedì è stato siglato un accordo storico per la Milano sportiva, ma anche per l’Italia”. Queste le parole del presidente nerazzurro Marotta dal palco del Football Business Forum organizzato dalla Bocconi: “La firma del rogito per l’acquisizione di una struttura iconica come San Siro, che rappresenta la storia del calcio, è un contenitore di emozioni che va rispettata ma la modernità e le esigenza del calcio richiedeva che questa struttura dovesse essere cambiata. Da qui l’esigenza di pensare a una struttura moderna”.
Marotta ripercorre le tappe che hanno portato alle firme: “Questa firma è un primo passo, ma non la prima pietra. Il rogito è stato firmato alle 12 e un’ora dopo la Procura di Milano aveva aperto un fascicolo. Questa è l’Italia. Ci è voluta la perseveranza dell’amministrazione comunale e del sindaco Sala, della nostra proprietà e della dottoressa Ralph, da parte del Milan con il presidente Scaroni”. Poi una speranza: “Spero che questo primo passo ci porti a uno stadio nuovo entro cinque anni per inserire il nuovo stadio nella lista per gli europei 2032”.
Il presidente dell’Inter mette in evidenza alcune problematiche che hanno portato a una dilatazione del tempo nelle scelte e negli accordi: “Negli ultimi 15 anni, in Italia sono stati ammodernati solamente tre stadi, siamo fanalino di coda in Europa. Il motivo principale non sono i soldi, ma la lentezza burocratica e diffidenza dei cittadini ad aprirsi a un concetto di modernità”.
Per Marotta lo stadio non deve e non può essere solo un’esigenza sportiva: “Avere una struttura nuova significa un vantaggio per tutti, non solo per i club. Due dei club più importanti in Italia, e i due più importanti in Lombardia sono di proprietà straniera. Lo stadio non è solo una esigenza ma anche un un asset patrimoniale perché consolida la società e perché aumenta ricavi. A confronto il resto dell’Europa viaggi a velocità notevole. Quello che è successo a Milano deve far ragionare e deve essere da stimolo perché tra politica e investitori ci sia un’alleanza per combattere una lentezza burocratica tipica della nostra Italia”.
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